La seconda giornata del TFL Meeting Event si è tenuta venerdì 21 novembre. Durante la mattinata al Centro Conferenze Unione Industriali, sono stati presentati i progetti di tre importanti laboratori: FeatureLab, ScriptLab e ComedyLab.
A inziare la mattinata sono state le presentazioni di cinque progetti del FeatureLab: opere su cui regista e produttore hanno lavorato, affiancati da trainer professionisti, occupandosi di scrittura, produzione, sound-design, distribuzione e altri aspetti per la realizzazione di un film.
FutureLab
Lucky Girl mostra la dualità tra il desiderio di un paradiso perduto e la responsabilità di vivere secondo le aspettative materne. La regista racconta la sua storia personale, la convivenza con il PTSD (Disturbo da Stress Post-Traumatico) e la creazione di doppie identità come meccanismo per combatterlo. “Può una malattia creare potere?” sono queste le parole che vengono utilizzate per introdurre il secondo progetto, The Dog Trainer. Il film, che vede come protagonista un ragazzo disabile, cerca di esplorare la dimensione negativa e manipolatoria dell’essere umano, staccandosi da una visione esclusivamente positiva della disabilità.
The Passions of Angela Simmons racconta di un’ex-ballerina proveniente dal Texas che si prepara per il Ballo delle debuttanti. In un’unione di realismo e misticismo, il coinvolgimento di Angela si trasforma in un risveglio, in una risposta a un mondo ormai in frantumi. Tra i lavori italiani spicca Inverno, un film ambientato in un campo rom della periferia torinese e che vede al centro della vicenda le vite di tre ragazzi manipolate dal potere della mafia del territorio. Una storia dal carattere cupo e forte, che descrive la società, trasformandosi a poco a poco in tragedia shakespeariana.
L’ultimo progetto presentato nella mattinata di venerdì è Culebra Cut, una storia che racconta la fragilità e la vulnerabilità nel contesto della storia dell’America Latina. Un soldato panamense affronta un viaggio interiore, domandandosi come ci si possa sentire liberi in un territorio occupato e come i corpi possano ricordare quello che le nazioni dimenticano.
ScriptLab
Dopo una breve pausa, sono stati presentati alla giuria alcuni dei sedici progetti frutto dello ScriptLab. Otto storie provenienti da tutto il mondo, con partecipanti dall’Estonia, Egitto, Argentina, Giappone e Serbia. Ogni progetto è stato scritto e sviluppato con l’aiuto di figure professionali interne al laboratorio, definito come uno “spazio creativo liminale” volto ad aiutare e indirizzare registi, sceneggiatori e autori cinematografici.
Black Hairy Beast dall’Estonia è un body horror che si intreccia con il musical e la commedia romantica. Un mix di generi musicali come il rap e i canti tradizionali fa da colonna sonora a una storia di denuncia sul razzismo e la xenofobia.
The chosen city dall’Argentina racconta di una montagna sacra scelta dagli alieni mentre History of Illness dalla Croazia esplora le ossessioni e le malattie immaginarie di un ipocondriaco che visita l’ospedale quasi tutti i giorni. Tutti i progetti presentati trattano di temi sociali contemporanei come il razzismo, la gentrificazione, la mascolinità tossica, la guerra e i traumi familiari. Alcuni di questi non hanno paura di affrontare temi espliciti come il sesso e il piacere. È il caso di He is Cat, una commedia che ha come protagonisti un uomo, una donna e un dildo. Un’esplorazione della sessualità, gelosia e intimità che sovverte gli stereotipi di genere.
A goldfish racconta il viaggio di un ragazzo che sente la mancanza dell’affetto paterno verso una rinnovata armonia ed equilibrio con la natura. Wolf Days si presenta invece come un horror folcloristico al femminile sulle antiche tradizioni pagane della Serbia. Hold me if you want è un invito a preoccuparsi della salute mentale andando in terapia, oggi ancora un tabù, affrontando i traumi che la guerra lascia come cicatrici da nascondere.
L’ultimo promettente progetto è Words that Burn, la storia di una “content moderator”. La protagonista si occupa di visionare i video più atroci e violenti di Internet per toglierli dalla rete. Un racconto thriller sulla misoginia, sul revenge porn e su come le immagini modificano la percezione della realtà.
ComedyLab
La mattinata si è conclusa con la presentazione dei nuovi progetti di ComedyLab. A introdurli è stato lo spumeggiante Alec Von Bargen, in un discorso pieno d’ironia e risate da parte del pubblico. Il laboratorio è un luogo per dare spazio, attenzione e dedizione ai “loud, drunk and funny cousins at the wedding”. Una divertente famiglia che, come un puzzle, ha messo assieme quattro sceneggiature comiche da proporre all’industria cinematografica.
Alcuni cabarettisti si alternano a presentare i progetti tra battute e stand-up comedy. Il primo, How to become a trophywife in 10 days è una commedia sull’emancipazione femminile e la sorellanza, ispirata a film come Clueless o Legally Blond. The flowers, un progetto spagnolo, ci insegna che non è sempre facile vivere secondo le nostre regole morali. Midlife Compost parla invece dell’ansia ecologica verso il futuro delle nuove generazioni. Infine, A summer tale, dalla Germania, si propone come una commedia adolescenziale sull’amicizia e una battaglia contro la xenofobia.
Cecilia Subbrizio e Vanessa Pera