Torino Film Festival

‘Lo spaccone’: ambizione e rovina nell’America di Rossen

Uno dei film più rappresentativi del cinema americano anni Sessanta

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Lo spaccone (The Hustler) è un film del 1961, diretto da Robert Rossen e tratto dall’omonimo romanzo di Walter Tevis. Interpretato da Paul Newman, è stato proiettato alla 43ª edizione del Torino Film Festival, nella retrospettiva dedicata all’attore americano.

Lo spaccone: la sinossi

L’opera di Rossen è incentrata sulla figura di “Fast” Eddie Felson (Paul Newman), un formidabile giocatore di biliardo che vive scommettendo sulle proprie partite. La sua ossessione è quella di battere Minnesota Fats – interpretato da Jackie Gleason – altro fenomeno della stecca che non perde da quindici anni. Il problema principale di Eddie è il suo carattere: la sua superbia lo porterà più volte a raschiare il fondo del barile e a ritrovarsi al verde. Sulla sua strada incontra due figure destinate a influenzarlo profondamente: Bert Gordon (George C. Scott), un cinico uomo d’affari pronto a manipolarlo per i suoi interessi, e Sarah (Piper Laurie), una ragazza fragile e tormentata.

Lo spaccone è un film del 1961 diretto da Robert Rossen e interpretato da Paul Newman, Jackie Gleason, Piper Laurie e George C. Scott

Felson come specchio delle ambizioni americane

“Io sono il più forte che hai conosciuto, sono il più forte di tutti. Anche se mi batti”. È in queste frasi, pronunciata da Eddie Felson al suo più acerrimo rivale, Minnesota Fats, che si racchiude probabilmente l’intero significato del film. Lo spaccone – titolo quanto mai evocativo – è infatti un film sull’ambizione, sul potere e sulla lotta per la vittoria.

Il film di Rossen rimanda a un’America segnata dalla sete di dominio e supremazia, ma destinata a fare i conti con i propri limiti e le proprie contraddizioni. È una rappresentazione disillusa e fragile, come quella del personaggio interpretato da Paul Newman. Eddie, infatti, è davvero “il più forte”, ma a causa della sua totale incapacità di autocontrollo, finisce per perdere tutto, al contrario di un avversario più razionale ed esperto come Minnesota Fats.

La visione degradata e marginale dell’America riflette anche il percorso personale di Rossen, fervente comunista ed esiliato durante il maccartismo. Il regista, dopo una breve parentesi all’estero – in particolare in Italia con il film Mambo – ritornò negli Stati Uniti, dove girò tre lungometraggi tra il 1956 e il 1959, prima del suo exploid con Lo spaccone. E il finale del film, con la definitiva rivincita di “Fast” Felson, sembra quasi suggellare anche il ritorno artistico del regista.

Lo spaccone è un film del 1961 diretto da Robert Rossen e interpretato da Paul Newman, Jackie Gleason, Piper Laurie e George C. Scott

Un classico del cinema americano degli anni ’60

Lo spaccone, dunque, è uno dei film più rappresentativi del cinema americano degli anni ’60. Un film in cui emergono l’elegante regia di Rossen e le magnifiche interpretazioni dei protagonisti – Newman, Gleason e Laurie su tutti. Inoltre, il ritmo lento, gli ambienti fumosi e un uso sapiente del bianco e nero – la fotografia è firmata dal celebre Eugen Schüfftan – gli conferiscono un’atmosfera quasi noir.

L’opera di Rossen fu acclamata dalla critica al momento dell’uscita, ricevendo ben otto candidature agli Oscar del 1962 e vincendo i premi per la miglior scenografia e per la fotografia. Per il miglior film dovette arrendersi a West Side Story di Robert Wise. Stessa sorte per Paul Newman, candidato come miglior attore protagonista: si sarebbe riscattato quindici anni dopo, vincendo la prestigiosa statuetta per aver interpretato nuovamente Eddie Felson nel sequel Il colore dei soldi di Martin Scorsese.

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