Festival del Cinema Europeo

Greta Scarano vince il Premio Mario Verdone

Lo sguardo femminile del cinema europeo.

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Lecce celebra l’emozione e il talento di Greta Scarano, vincitrice del Premio Mario Verdone 2025 per il film La vita da grandi, proclamata nel corso della tradizionale conferenza stampa del Festival del Cinema Europeo, giunto alla sua ventiseiesima edizione.

Alla cerimonia erano presenti Carlo e Luca Verdone, eredi dell’impegno artistico e morale del padre Mario, insieme alla presidentessa del Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani, Laura Delli Colli, e al direttore del Festival, Alberto La Monica.

Un premio “che dà prestigio e autorevolezza” al Festival

Aprendo l’incontro, Alberto La Monica ha ricordato l’importanza che il Premio Mario Verdone ha assunto negli anni, diventando un riferimento nazionale per la valorizzazione dei giovani autori.

Il direttore ha sottolineato quanto questa collaborazione con la famiglia Verdone abbia <<dato tanto prestigio e tanta autorevolezza al festival>>, ringraziando Carlo, Luca e Silvia Verdone per aver creduto nel progetto sin dall’inizio.

Tra gli omaggi più sentiti dell’edizione, La Monica ha citato quello dedicato a Lars Von Trier, colpito dal Parkinson e raggiunto a Copenaghen con la consegna della speciale “foglia d’oro” del Festival.

Cinque finalisti, un film che mette tutti d’accordo

I cinque film selezionati dal Festival insieme al SNGCI per il Premio Mario Verdone 2025 erano: Il mio compleanno di Cristian FilippiL’albero di Sara Petraglia, Ciao bambino di Edgardo Pistone, Diciannove di Giovanni Tortorici, e La vita da grandi di Greta Scarano.

Luca Verdone, introducendo la motivazione del premio, ha sottolineato come la cinquina fosse composta da opere <<molto diverse tra loro , ma che una in particolare ha saputo distinguersi per lo sguardo umano e la forza del racconto>>.

Questa la motivazione del premio: <<delicatezza, realismo e ironia nel raccontare l’autismo>>.

La vita da grandi è stato premiato per <<la capacità di aver saputo raccontare con delicatezza, realismo e ironia il tema dell’autismo>>, dando <<un’attenzione nuova sull’importanza dell’inclusione>>.

La giuria ha sottolineato anche la straordinaria interpretazione di Yuri Tuci, protagonista del film della Scarano, attore autistico che nel film affronta un ruolo complesso e intenso.

Carlo Verdone, collegato via streaming, ha rimarcato la bravura di Matilda De Angelis, co-protagonista de La vita da grandi, definendola <<una delle migliori cinque attrici del panorama italiano>>, e ha lodato il coraggio della regista nell’affrontare un tema così delicato <<con grazia, profondità e sensibilità>>.

L’emozione e la profonda gratitudine di Greta Scarano

La presidente del SNGCI Laura Delli Colli, collegata da remoto, ha espresso il proprio rammarico per l’assenza fisica, ma ha voluto ribadire il valore del premio, legato <<a un ricordo di profondo affetto per Mario Verdone, considerato da tutta la categoria un grande maestro>>.

Greta Scarano, anch’essa via streaming, visibilmente emozionata, ha raccontato come sia stato <<un film nato da anni di lavoro e da un’enorme responsabilità>> Ringraziando con voce commossa Carlo Verdone, definendolo <<fondamentale nella mia formazione>>.

<<Anni di scrittura>> ha proseguito Scarano <<realizzati con la consulenza dei due fratelli del centro di comunità che hanno accompagnato l’intero percorso creativo>>.

Un lavoro sul set e in post-produzione <<faticoso ma bellissimo, costruito nella convinzione di voler creare un film che emozionasse, che arrivasse a tutti, senza intellettualismi>>.

I Verdone: “Un’autrice da seguire, una regista che unisce grazia e misura”

Luca Verdone ha espresso grande ammirazione per Scarano, sottolineando la delicatezza con cui ha diretto attori adulti e giovani con la capacità rara di mantenere <<semplicità, misura e sentimento in un’opera che avrebbe potuto scivolare nell’enfasi>>.

Carlo Verdone ha infine ricordato che il Premio Mario Verdone negli anni ha spesso anticipato il successo dei vincitori:

<<È un premio che porta fortuna, ma soprattutto individua il talento. E Greta ha un talento vero, limpido>>.

La nostra recensione de “La vita da grandi”

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