A metà strada tra l’agente Dale Cooper di Twin Peaks e un personaggio uscito dallo zibaldone di Leslie Nielsen, Charles Nieuwendyk – un nome complesso, una garanzia – è l'”investigatore privato” chiamato a risolvere misteri senza alcuna competenza per farlo.
Il 20 novembre è ritornato su Netflix con un secondo caso tra le mani – un laptop rubato in un college o una nuova relazione sentimentale tra collegiali – con la mente brillante di Michael Schur (The Office, The good place, Parks and Recreation, Brooklyn Nine-Nine) a riassicurarne la fama.
Vigile, furbo, disinteressato, freddo calcolatore, macchina umana. Gli attributi non calzano l’agente-spia Charles Nieuwendyk. Burlone, empatico, contrattatore di una vita trascorsa nella solitudine di un settantenne in pensione, pronto con una seconda stagione al vero riscatto. Il nuovo Ted Danson di Schur è un candelotto di dinamite che sogna (finalmente) di saltare per aria.
A man on the inside: per certe cose ci vuole fiuto
Charles – Danson – è assoldato dall’investigatrice privata Julie Kovalenko (Lilah Richcreek) dopo la prima missione di successo in una casa di riposo per anziani, dove Charles si era finto ospite temporaneo per venire a capo di una serie di misteriosi furti. I nuovi clienti della coppia (non ufficializzata) di investigatori sono la testa pensante e il braccio che esegue del Wheeler College di San Francisco. Il portatile del Preside è stato rubato e va restituito al proprietario, altrimenti la scuola rischierà di chiudere.
Nella sua goffaggine da sit-com, A man on the inside – Stagione 2 si posiziona a metà strada – una serie fatta di compromessi – tra una simpatica visione da venerdì sera e un poliziesco che tiene sulle spine il più distratto degli spettatori.
Il duo investigativo resta tra i più improbabili, pur nella normalità delle situazioni con le quali spesso Charles, da spia sotto copertura, si relaziona. Un quid comico, dunque, che si va a perdere. In cambio, la serie tv di Schur fiuta la pista amorosa, quella tra Charles e Mona (Mary Steenburgen), sexy ma invasiva, che aggiunge un ulteriore livello di difficoltà alla sottotrama spionistica.
Un candelotto di dinamite
La seconda serie di A man on the inside regala prospettive nuove. Non solo la traccia romantica, ma anche quella di crescita di un personaggio protagonista che, forse, nella prima stagione aveva sofferto di troppa malinconia.
Ted-Charles è rimasto solo dalla morte della moglie e lavorare per Julie gli sembra un buon diversivo alla tristezza. Ma mentre indugia nella vecchiaia e nei casi che risolve, avverte un vuoto che lo rende un uomo a tre dimensioni: larghezza, altezza e profondità. Mona Margadoff, che dal palco di Woodstock ’69 arriva a insegnare musica in un college di arti liberali, è l’incendio che colmerebbe quel vuoto in Nieuwendyk.
Lui, un candelotto cilindrico, che vicino a un fuoco caldo non può resistere. Charles farà di tutto per esplodere, come quel candelotto, pur di non patire più la solitudine.
Fotogramma di A man on the inside – Stagione 2. Da sinistra: Mary Steenburgen è Mona, Ted Danson è Charles Nieuwendyk
Siamo tutti un uomo dentro
Stavolta Charles si finge professore di ingegneria – suo vero scopo nella vita per molti anni addietro – mentre cerca, tra professori, personale e studenti del Wheeler College sospettati e sospettosi, di incastrare il colpevole del furto del laptop. Facendosi beccare un numero irrimediabile di volte, Charles conosce i rischi del mestiere. Nella sua profondità riscoperta, non gli è infatti possibile legare con gli indiziati, salvo dimenticarsi di questa regola nel giro di due episodi e finire per compromettere l’indagine.
In compenso, Julie, l’investigatrice privata apatica e razionale, si aprirà a nuove, vecchie, conoscenze. Emily (Mary Elizabeth Ellis), la figlia coscienziosa di Charles e una madre accomodante, si libererà del diktat e inseguirà i propri sogni nel cassetto. Calbert (Stephen McKinley Henderson), migliore amico di Charles conosciuto alla casa di riposo, troverà una giustificazione al proprio dolore d’anca, mentre Didi (Stephanie Beatriz), la direttrice della Pacific View, avrà finalmente la sua “vendetta”.
La frittata, girata, è la stessa della prima stagione, anche se A man on the inside rivela sorprendentemente di sé il gioco dietro il proprio titolo. Complimenti, Charles Nieuwendyk, ha risolto il caso.