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‘La ragazza di ghiaccio’ un esordio coraggioso

Nelle sale italiane in occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne

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La ragazza di ghiaccio, esordio al lungometraggio di Veerle Baetens , arriva al cinema  24, 25, 26  Novembre per la Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

La ragazza di ghiaccio al cinema come evento speciale il 24, 25 e 26

Sceneggiatura di Veerle Baetens (esordio) e Maarten Loix (“Bitter Flowers”). Cast: Charlotte De Bruyne, Rosa Marchant.

Distribuisce Teodora film. 

La trama de La ragazza di ghiaccio

Eva (Charlotte De Bruyne) è un’assistente fotografa timida, abituata a rifiutare gli inviti per un drink dopo il lavoro da parte del suo capo, e a tornare invece direttamente nell’appartamento che condivide con la sorella minore Tess (Femke Van der Steen) e una tartaruga. La sua vita isolata si interrompe quando Tess si trasferisce  con l’aiuto dei genitori, dai quali Eva è volutamente separata. Una sera, rimasta sola, Eva si imbatte in un invito su Facebook a una celebrazione nella città della sua infanzia. Clicca “parteciperò” e inizia a prepararsi per il viaggio: mette via la tartaruga, carica l’auto e aggiunge un blocco di ghiaccio nel retro della sua macchina. Nel cuore dell’inverno, si confronta con il suo passato e affronta i cattivi della storia. I mostri.

Durante il viaggio di Eva verso casa, assistiamo a flashback della sua infanzia in quello che appare essere un momento cruciale della sua vita. La Eva preadolescente si gode giri in bicicletta e tuffi in piscina con i suoi migliori amici d’infanzia, Tim (Anthony Vyt) e Laurens (Matthijs Meertens).

È un’infanzia difficile, con genitori distanti e una madre alcolizzata. La versione giovane di Eva (interpretata dalla brava Rosa Marchant premiata al Sundance ) si trova anche in una fase complicata, cercando di barcamenarsi tra l’esplorazione della propria sessualità e femminilità e il fatto che i suoi due migliori amici la vedono solo come “uno dei ragazzi”.

Tra i momenti dell’ Eva adulta del presente e le scene del suo passato, diventa chiarissimo che Eva porta il peso di un trauma.

Ghiaccio dentro il cuore

Parte della bellezza sia della sceneggiatura che della regia di La ragazza di ghiaccio sta nel modo in cui la storia si dispiega: si capisce che succederà qualcosa che dà origine a quel trauma, ma non si sa esattamente cosa. La sua infanzia è chiaramente difficile, così come le dinamiche familiari, ma è il peso di tutto questo a cambiarla per sempre?

Alla fine ogni cosa si rivela e tutto si ricompone in un modo toccante, potente e profondamente sconvolgente. Una visione difficile quella del  dolore di Eva, brutale e quasi viscerale. Eva adulta guarda spesso una fotografia di sé tredicenne. Nella foto, la ‘sua’ giovane Eva’ sfoggia un sorriso da maschiaccio e inconsapevole della violenza che l’attende e della  fine della sua innocenza. Lo spazio tra queste due Eva  è proprio ciò che interessa analizzare a Baetens, con un’angoscia crescente, claustrofobica, palpabile e soffocante.

Le sezioni in flashback sono le più riuscite, in parte grazie all’eccellente interpretazione di Marchant, e all’ osservazione di quanto facilmente il desiderio di essere accettati  possa trasformarsi in una forza autodistruttiva durante l’adolescenza. Il tutto enfatizzato dalla cupa colonna sonora di Bjorn Eriksson.

La scelta

Il bel rapporto filiale tra Eva e la madre di Laurens (Femke Heijens),  la macellaia che chiama il trio “I Tre Moschettieri”, non lascia in realtà un messaggio positivo ma ha anzi una funzione del tutto negativa: quella di potenziare l’orrore della scelta e del tradimento. Per un film che ruota intorno alla violenza maschile sulle donne, La ragazza di ghiaccio non è meno accusatorio verso la solidarietà femminile e verso la debolezza delle donne , soprattutto dinanzi al loro interesse personale .

Un esordio ambizioso dunque che affronta temi durissimi con una regia impietosa e una notevole cura visiva. Rosa Marchant spicca senza dubbio spesso oscurando la stessa struttura narrativa. Ci si affeziona a lei e alla sua Eva, ai  quei suoi occhi tristi, alla sua solitudine, alla difficoltà che mostra verso i sentimenti, al modo impacciato in cui si muove negli spazi e fra la gente. Questa perenne aria di fatalismo e la scelta di rappresentare Eva solo attraverso il trauma subito limitano forse un po’ l’evoluzione del personaggio trasmettendo a volte oppressione più che coinvolgimento vero e proprio. Il film colpisce però con forza potente, cupa e controversa, dividendo a momenti col suo dolore schiacciante ma restando un’opera intensa e tecnicamente solida.

In sala per la Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne,

Il film esce per tre giorni nelle sale italiane in occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, dal 24 al 26 novembre. Il romanzo dal quale la pellicola è tratta, “Si scioglie” di Lize Split, edito in Italia da E/O e tradotto in quindici lingue, è stato record di vendite in Olanda e in Belgio e candidato allo Strega Europeo.

Un film per riflettere e che la regista dedica “a coloro che seppelliscono il dolore dentro di sé, in un luogo dove nessuno può vederlo, mentre silenziosamente questo finisce per svuotarli. Le persone taciturne hanno le menti più rumorose. Solo che noi non riusciamo a sentirle. O forse non ascoltiamo abbastanza bene.”

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