L’esordio alla regia di Juliette Binoche, premiata della Stella della Mole al Torino Film Festival, In-I in Motion è un documentario che racconta a 360 gradi il processo creativo dietro la nascita dello spettacolo In-I, creato nel 2007 insieme al ballerino e coreografo britannico Akram Khan. A partire dall’improvvisazione e dagli esercizi di fiducia Juliette e Akram si fondono in un unico spettacolo danza e recitazione insegnando l’uno all’altro il proprio mestiere. Presentato in concorso nella sezione Documentari,In-I Motion è un manuale artistico unico nel suo genere.
“All’inizio pensavo che non ce l’avrei fatta che sarei morta in scena. Ogni volta il cuore mi batteva all’impazzata, ma bisogna continuare a crederci. Abbiamo le ali quando ci crediamo.”
Il documentario è la costruzione dello spettacolo In-I seguito passo dopo passo. Uno spettacolo minimalista, ma emotivamente devastante. Nato senza un copione o una coreografia: Binoche e Khan decidono di fidarsi uno dell’altro. Lei attrice professionista, lui ballerino abituato a esprimersi solo attraverso il movimento. Insieme affrontano paure, scontri culturali e differenze, mettendo in scena uno spettacolo potentissimo. Una storia d’amore che nasce da un’ossessione improvvisa, inspiegabile, prosegue nella convivenza difficile e conflittuale e culmina in una crisi violenta in cui fuoriescono segreti e verità nascoste. Una storia semplice in cui le fragilità, le differenze religiose ed etniche e le ossessioni prendono forma nelle poche parole recitate e nel movimento sincronizzato dei corpi.
In-I In Motion, Juliette Binoche. L’immagine è stata gentilmente concessa dall’Ufficio Stampa del Torino Film Festival.
Un ponte tra la danza e la recitazione
“Non dico che sono diventata una ballerina, ma ho voluto capire che cosa quel movimento mi dà. Ho voluto creare un legame tra la recitazione e la danza.”
Nella realizzazione dello spettacolo Akram e Juliette hanno lavorato insieme alla acting coach Susan Batson e alla direttrice delle prove Su-Man Hsu. Due professioniste del settore che hanno contribuito alla creazione di quel ponte tra la danza e la recitazione. Batson si è concentrata sul modo in cui i due corpi si avvicinavano, comunicavano e si scontravano. Solo avendo una piena consapevolezza dei propri corpi si poteva arrivare alla costruzione di un rapporto vero e autentico in scena. Per questo motivo il lavoro sulla fiducia e sull’ascolto di uno nei confronti dell’altro è stata una parte fondamentale delle prove. Solo riconoscendo i propri limiti e accogliendo quelli del partner, Juliette e Akram sono riusciti a fondere danza e recitazione in un unica voce. L’organizzazione dello spettacolo, invece, è stata gestito da Su-Man Hsu che ha trasformando l’improvvisazione nelle scene strutturate. Ma il contributo più importante è ovviamente quello dei due performer che si sono prestati a una sperimentazione straordinaria che li ha portati a un lavoro estenuante, ma allo stesso momento estremamente gratificante.
Il processo creativo passo dopo passo
“Spesso l’attore non ha una prova fisica da affrontare e il danzatore quella emotiva. Sono state delle montagne da superare.”
In-I in Motionracconta non solo il dietro le quinte dello spettacolo, ma tutto il processo della sua realizzazione. Ne viene fuori un manuale della creatività. Momenti delle prove, degli esercizi di improvvisazione e quelli della scrittura delle scene. Un racconto che passo dopo passo ci guida nel processo della creazione artistica a partire dalla decisione dei movimenti fino ad arrivare all’aspetto sonoro e alla scenografia. La musica in In-I, infatti, non è un mero sottofondo musicale, ma un’ulteriore espressione emotiva dei protagonisti, frutto dell’eccezionale lavoro di Philip Sheppard. Nella costruzione del set invece troviamo Anish Kapoor che ha creato il muro, simbolo dell’unione e della separazione dei due personaggi. In conclusione, con questo documentario Binoche ci dimostra come l’arte autentica non nasce dalla perfezione, ma dal coraggio di esporsi.