Presentato al Torino Film Festival, nella sezione Zibaldone,The Estate è una visione comico-drammatica che indaga il peso che la proprietà della terra continua ad avere sulle nostre società. Una satira pungente dell’aristocrazia inglese costretta a confrontarsi con i privilegi ereditati e le ingiustizie generate dal sistema immobiliare. Diretto e prodotto da Carlo Gabriel Nero, il film vede tra i protagonisti Vanessa Redgrave ora premiata con la Stella della Mole.
“L’arte è l’interfaccia tra la realtà presente e il futuro che desideriamo e questo film è un intrattenimento meraviglioso, ma richiede anche al pubblico di riflettere sul futuro e sulle implicazioni della realtà odierna.”
Racconta Fred Harrison, produttore associato, economista e anche una fonte di ispirazione del film stesso, alla Conferenza Stampa del Festival. The Estate vede come protagonista la storica tenuta della famiglia Wellsley in una contea inglese costruita dai loro predecessori e simbolo di un’eredità che per generazioni ha garantito prestigio e ricchezza. Gli eredi, però, non sono all’altezza della responsabilità, tra l’ignoranza e la pigrizia, la famiglia accumula debiti al punto che il commercialista, amico di famiglia, propone come unica soluzione la vendita della proprietà. Nascono così tensioni e interrogativi sull’importanza, sul futuro e sul passato di questi terreni. Un dramma che si intreccia al thriller quando la nonna inizia ad avere visioni di figure misteriose provenienti dal bosco. Scambiate inizialmente per segni di demenza, i fantasmi dei nativi, brutalmente scacciati dai colonizzatori dell’epoca, arrivano all’ingresso della tenuta. Il film diventa così anche una riflessione sulla migrazione e colonizzazione forzata.
‘The Estate’ diretto da Carlo Gabriel Nero. L’immagine è stata gentilmente concessa dall’Ufficio Stampa del Torino Film Festival.
La terra determina il futuro della società
“È la terra che determina il futuro della società. Quindi, quando Vanessa ha questa premonizione di persone che arrivano nella tenuta in modo minaccioso, questo è un riferimento all’Europa, alla migrazione di massa dall’Africa. Come risolveremo questo problema?”
Una faida familiare che nasconde il tema portante: un sistema economico basato sulla proprietà della terra che continua a generare privilegi per pochi e ingiustizie per molti.The Estate mostra come le dinamiche interne della famiglia Wellsley siano solo la superficie di un meccanismo più grande: un modello socioeconomico che ha radici nella storia coloniale, negli abusi dei grandi proprietari terrieri e oggi si manifesta nelle disparità del mercato immobiliare, nell’emergenza migratoria e nel costo umano di un’eredità gestita male.
Un film in famiglia
Un aspetto ironico e perfettamente inserito nel tono del film è che il cast è composto quasi interamente dalla famiglia Nero/Redgrave al completo. Carlo Gabriel, cura la regia, mentre nei panni del maggiordomo silenzioso, ma saggio c’è il padre Franco Nero. A interpretare la nonna vediamo Vanessa Redgrave, figura chiave delle visioni, capace di guidare lo spettatore nell’immaginario simbolico della memoria coloniale. Rachel Wellsley è interpretata da Jennifer Wiltsie, nonché la moglie del regista Carlo. Lei si adatta perfettamente al ruolo, grazie al suo background principalmente teatrale. Rachel è una attrice di teatro tornata direttamente dall’ultimo ruolo in Italia per gestire le attività della casa a cui lei è legata in un modo particolare. Lei ama il bosco che circonda la casa e quando il commercialista le propone di sfruttare quel terreno per la costruzione delle nuove case lei si oppone rischiando tutto. Nel cast vediamo anche la figlia di Carlo e Jennifer, Lillian Nero nel ruolo della figlia di Rachel.
Con The Estate, Carlo Gabriel Nero firma un’opera che unisce satira, storia e impegno politico, trasformando una faida familiare in uno specchio universale delle nostre diseguaglianze. Un film intimo e insieme profondamente sociale con un cast straordinariamente affiatato che invita lo spettatore a interrogarsi sul futuro del mondo che abitiamo.