Festival del Cinema Europeo

Louise Vesth racconta il genio di Lars von Trier

Omaggio a un grande del cinema.

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Nel corso della conferenza stampa per presentare la retrospettiva a lui dedicata, la produttrice storica del regista de La Casa di Jack, Louise Vesth, ha condiviso riflessioni profonde sul lavoro e la poetica di uno dei più grandi autori della storia del cinema. A darle il benvenuto il direttore del Festival del Cinema Europeo Alberto La Monica e il critico Massimo Causo, curatore dell’omaggio previsto durante la kermesse.

Un privilegio lavorare con un genio

Vesth ha esordito raccontando il suo lavoro con von Trier, che ha visitato recentemente e che, nonostante la malattia del Parkinson, attraversa un incredibile momento creativo.

«Lavorare con un genio è un’esperienza rara nella vita», ha affermato. «Osservarlo mentre costruisce il suo mondo artistico è un privilegio. Lars non teme limiti, regole o restrizioni, nemmeno quelle economiche: trova sempre una strada alternativa. Sa esattamente ciò che vuole, e nessun produttore dovrebbe dirgli cosa fare. Il mio ruolo è camminare un po’ davanti a lui, liberando la strada dagli ostacoli».

Louise Vesth è alla Zentropa, la storica casa di produzione fondata dal regista, dal 2001. Produttrice di film iconici come Melancholia e Nymphomaniac, ha sottolineato l’esigenza e l’urgenza contemporanea del cinema di von Trier:

«Oggi più che mai abbiamo bisogno dell’arte come spazio di rifugio e comprensione. Raccontare il mondo non basta: Lars aggiunge strati visivi, complessità, sensibilità. È uno dei migliori al mondo nell’uso integrato di tutti gli elementi del linguaggio cinematografico».

Il nuovo progetto, un’enciclopedia del cinema in 100 episodi

La conferenza è stata anche l’occasione per annunciare il nuovo progetto del regista danese: una serie di circa 100 episodi dedicati al cinema e all’arte, una sorta di grande enciclopedia visuale con la quale von Trier condividerà con il pubblico la conoscenza accumulata in decenni di carriera. Un’opera ricca di materiali di archivio e di riflessioni pensata per restituire al pubblico «tutto il suo amore per il linguaggio filmico».

La lettera di von Trier per ringraziare il Festival

Vesth ha poi letto un messaggio toccante e poetico scritto dallo stesso cineasta, conquistando la sala stampa per intensità e calore.

«Vorrei innanzitutto ringraziare il Festival del Cinema Europeo di Lecce per questo premio. Significa molto per me: dimostra che i miei film continuano a raggiungere un pubblico ampio. Da giovane ho frequentato l’università e le scuole di cinema, ho visto moltissimi film, ma a un certo punto ho deciso che dovevo smettere di guardare opere recenti. I film del passato andavano bene, ma da una certa data in poi ho scelto di non vedere più le produzioni nuove. […] Immaginate un esploratore incaricato di mappare un’isola: il suo compito è attraversarla seguendo una linea retta, per esempio verso Nord-Est. La precisione è fondamentale per raggiungere l’obiettivo. I dati diventerebbero inutili, perfino dannosi, se l’esploratore deviasse dal percorso perché attratto da qualcosa che vede in un’altra direzione, magari a Sud-Ovest. Allo stesso modo, come uno chef che deve preservare il proprio senso del gusto, ho cercato di non guardare film nuovi per non lasciarmi influenzare. Devo ammettere, però, che a volte ho peccato: qualcuno l’ho visto. Ma il motivo per cui evito di farlo è il timore di essere troppo stimolato da idee che non appartengono al mio percorso. Ho mantenuto comunque una certa disciplina. Ricevere oggi questo premio mi rende felice, perché mi dà la speranza di non aver completamente fallito nel mio lungo viaggio. Grazie mille».

Dogma 95 e Zentropa

Louise Vesth ha infine ricordato l’enorme impatto del movimento Dogma 95, di cui ricorre quest’anno il trentesimo anniversario.

«In Danimarca Dogma ci scorre nelle vene. Ha rivoluzionato la nostra percezione del cinema. Quando uscì, io ero ancora a scuola di cinema, e tutti pensammo che non avremmo mai trovato lavoro».

In occasione dell’anniversario al Festival di Cannes è stato presentato un nuovo manifesto Dogma, frutto della collaborazione tra registi danesi e svedesi della nuova generazione.

«Una risposta contemporanea alle domande del mondo» prosegue Vesth. «Non vedo l’ora di lavorare con loro».

Riguardo al futuro di Zentropa, la produttrice a ribadito che la filosofia originaria di von Trier resta un punto fermo:
«La produzione si occupa delle questioni economiche e organizzative, ma al centro c’è sempre la voce artistica del regista. Il nostro compito è creare la cornice che permetta loro di esprimersi».

L’omaggio a Lars von Trier da parte del Festival comprende una retrospettiva dei suoi film più rappresentativi e la consegna dell’Ulivo d’Oro alla Carriera, riconoscimento riservato ai maestri che hanno lasciato un segno indelebile nella storia del cinema.

Sono dieci i titoli presentati, dagli esordi fino alle opere più recenti: L’elemento del crimine (1984), Epidemic (1987), Europa (1991), Le onde del destino (1996), Dancer in the Dark (2000), Dogville (2003), Melancholia (2011), Nymphomaniac: Vol. I e II (2013) e La casa di Jack (2018). Il Festival del Cinema Europeo celebra, così, un autore che ha saputo ridefinire il linguaggio cinematografico europeo, esplorando con radicalità e visione i limiti dell’animo umano e della rappresentazione filmica.

L’ultima battuta Vesth la riserva a Melancholia che verrà presentato e proiettato questo pomeriggio al Multisala Massimo di Lecce:

«Se amate questo film vi consiglio di venire a vederlo. Si parla del mondo e oggi ne abbiamo bisogno più che mai».

 

 

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