FilmMaker Festival

‘We are Animals’: ritrovare se stessi in forma animale

Al FIlmMaker Festival, la metamorfosi animale che scava in profondità

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We are animals è un cortometraggio diretto da Lorenzo Pallotta e proiettato al FilmMaker Festival 2025. Ciò che colpisce nell’immediato è la sua potenza visiva e tematica. Il film è accompagnato da una voce narrante che si esprime in lingua tedesca e si concentra sulla trasformazione fisica di un protagonista, che lentamente muta in una forma animale. Questo cortometraggio pretende che guardiamo in faccia la nostra anatomia emotiva deforme, quella parte di noi che la società ha imbavagliato e confinato in una gabbia di buone maniere, ruoli sociali e silenzi isterici. Il dolore della trasformazione fisica è solo l’esatto corrispettivo esterno del dolore represso per anni. La forma animale è il suo scudo, il suo manifesto e la sua unica, vera identità.

Trasformarsi per ritrovare se stessi

Lorenzo Pallotta non usa questa metamorfosi per fare horror, ma come una metafora profonda e potentissima: l’uomo cambia forma per poter essere se stesso. L’animale rappresenta qui l’istinto libero e non conformista, tutto ciò che la società ci insegna a reprimere. La trasformazione è il risultato di un conflitto interiore insopportabile, dove il protagonista non riesce più a sopportare le catene delle aspettative sociali, dei ruoli di genere imposti e del giudizio esterno. L’efficacia della metafora animale dipende interamente dalla capacità dell’attore di trasmettere il dolore della repressione e la libertà della bestia, rendendo l’esperienza del protagonista tanto universale quanto intimamente personale.

Ci sono tanti elementi che ci aiutano a capire lo stato d’animo tormentato del protagonista. Primo fra tutti il territorio dentro il quale si muove. I paesaggi, le case chiuse e la provincia silenziosa riflettono questo conflitto interiore, amplificando il suo senso di isolamento. L’uso della luce e delle inquadrature contribuisce a creare un’atmosfera straniante, necessaria a rendere credibile l’irruzione del surreale, la metamorfosi nel reale.

We Are Animals si presenta come un lavoro coraggioso e concettualmente potente, un esempio di come il cinema breve possa farsi carico di questioni sociali urgenti attraverso la lente di un’immaginazione fertile e non convenzionale. È un corto che cerca di scavare nell’invisibile – l’emotività repressa – per portarlo in superficie, anche se in forma ferina e scomoda.

Il cortometraggio si distacca dal dramma psicologico standard usando la metamorfosi come unica, vera via d’uscita. La trasformazione in bestia non è una condanna fantasy, ma la più radicale e onesta delle terapie di liberazione. È la pelle che si lacera per espellere anni di etichetta e falsa compostezza.

L’originalità sta proprio qui: nel rendere un atto di lucida, disperata affermazione identitaria ciò che è selvatico. In un mondo che chiede silenzio e uniformità, l’ululato del protagonista è l’unica dichiarazione d’amore rimasta per se stesso.

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