NOAM Faenza Film Festival

‘Twinless’: un mondo fatto per due?

La difficoltà di completarsi da soli

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Presentato in anteprima al Sundance Film Festival 2025,  Twinless è il dramedy diretto e interpretato da James Sweeney in arrivo al NOAM Faenza Film Festival. Il punto di partenza è un lutto — la perdita di un gemello — per scavare poi dentro il più universale dei  dolori: quello di sentirsi incompleti in un mondo che sembra non ammettere singoli.

Un dramma vestito da commedia

Roman (Dylan O’Brien), rimasto solo dopo la morte del gemello Rocky (interpretato sempre dallo stesso Dylan O’Brien), non sa più dove finisce lui e dove cominciava il fratello. Si iscrive  così a un gruppo di supporto per “gemelli sopravvissuti”. È lì che incontra Dennis (James Sweeney) che con dolcezza e ironia sembra offrirgli la chiave per colmare quel vuoto che lo tormenta. La loro amicizia si trasforma in un legame ambivalente, dove affetto e dipendenza si confondono, e dove il bisogno di sentirsi “due” rischia di cancellare l’identità del singolo. Nella consapevolezza, talvolta dolorosa, che nessuno si salva da solo e che per questa paura della solitudine si accetta tutto, forse troppo, Twinless risulta difficile da classificare in un genere per il modo in cui tocca il tema della morte. Tra umorismo tagliente e momenti di profonda malinconia, un dramma psicologico sull’identità e la dipendenza emotiva.

Due in uno o uno a metà?

La regia di Sweeney alterna intimità e disorientamento, fatta di inquadrature che riflettono e spesso splittano tanto le immagini quanto le emotività coinvolte Non è solo un esercizio stilistico ma traduce il caos interiore di Roman, il suo oscillare tra il ricordo e l’illusione, e il gioco di Dennis, costretto a fingere una vita che non gli appartiene solo per guadagnarsi un amico, un amore, una compagnia. Dylan O’Brien interpreta entrambi i gemelli, due variazioni sullo stesso dolore. E quando uno scompare, l’altro non trova spazio per vivere e resta prigioniero di un’eco e delle domande a cui non troverà mai risposte.

Non è un mondo per soli

Cosa si è disposti a fare e cosa si è disposti ad accettare pur di non essere soli? Questo forse l’interrogativo più sottile del film, che lo attraversa dall’inizio alla fine senza mai trovare una vera risposta. Forse tutto? Twinless non parla solo della perdita di una persona cara, ma del vivere in una società costruita “per due”, dove la singolarità difetto, e non una condizione possibile. Ed è per questa ragione che tanto Roman quanto Dennis cercano disperatamente qualcuno che li completi

In un mondo che esalta la coppia e teme la solitudine, Twinless ricorda che la vera sfida è essere interi da soli e, solo dopo, con gli altri.

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