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‘Scirocco e il regno dei venti’: un mondo irresistibile e magico
Una fiaba moderna dove tutto è possibile. Basta immaginarlo
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3 mesi agoon
Un mondo dove il confine tra finzione e realtà è sottilissimo e il potente legame che unisce due sorelle. Scirocco e il regno dei venti è il film d’animazione di Benoît Chieux, al cinema dal 16 ottobre distribuito da Trent Film. Dai produttori dell’acclamato Flow, premio Oscar come Miglior Film animato, il film è stato presentato al Festival Internazionale dell’animazione di Annecy 2023, dove ha vinto il premio del pubblico.
Scirocco e il regno dei venti è un film per tutti, sia adulti che bambini, e potrebbe essere considerato il fratello lontano delle opere di Hayao Miyazaki. Le protagoniste, infatti, sono due bambine che finiscono in un libro sul maestoso Regno dei venti e che, dopo essere diventate due gatte, devono trovare un modo per tornare a casa.
Scirocco e il regno dei venti: un’avventura indimenticabile
“Rappresentare ciò che non esiste è una delle mie ossessioni da regista: mostrare il vento in animazione è una sfida straordinaria” – ha dichiarato il regista Benoît Chieux – “Il vento è quindi presente sotto diverse forme: la presenza visiva delle nuvole, la personificazione della tempesta, il suono, la musica… Scirocco è semplicemente un viaggio, con tutto ciò che questo termine implica: imprevisto, casualità e apparente inutilità, come le piccole streghe che appaiono nel film. Ho voluto fare un film vivo, frizzante, folle e generoso nei confronti dello spettatore, con, in ogni momento, l’esigenza di allontanarmi dal già visto.”
Scirocco e il regno dei venti segue due sorelle, Juliette (Loïse Charpentier) e Carmen (Maryne Bertieaux), rispettivamente di quattro e otto anni, nel loro viaggio attraverso un mondo fantastico.
In un pomeriggio estremamente noioso, trovano un passaggio segreto che le porta direttamente nella storia del loro libro preferito, “Il Regno dei Venti”. Sotto le sembianze di due gatte, combinano subito guai e vengono immediatamente catturate e imprigionate dal sindaco, che porta via Juliette per regalarla alla famosa cantante Selma (Aurélie Konaté), di cui è innamorato. Disperate e pronte a tutto pur di ritrovarsi, saranno proprio aiutate da Selma. Ma bisogna ancora trovare il modo di tornare a casa, come due umane. L’unico in grado di aiutarle è Scirocco (Pierre Lognay), il temutissimo Signore dei Venti e delle Tempeste…
Le due sorelle, una coppia che scoppia
Juliette e Carmen sono il cuore pulsante di Scirocco e il regno dei venti. Grazie alla loro giovane età, il mondo in cui vengono immerse appare al tempo stesso imponente e irresistibilmente affascinante. I colori, le forme geometriche, gli animali… Sembra quasi di vivere in un sogno.
La più matura è Carmen, forse semplicemente perché è la maggiore. In assenza della madre quel pomeriggio, è colei che veglia sulla sorella e che cerca di mantenere ogni cosa sotto controllo. Senza di lei, gli adulti non potrebbero rilassarsi e Carmen finirebbe perennemente nei guai, come puntualmente accade nel corso del film. Juliette è l’opposto: caotica, rumorosa e impaziente, una piccola e pestifera bomba a orologeria pronta a esplodere in ogni momento, soprattutto se si sta annoiando. Eppure, dietro la sua vivacità, si nasconde un cuore d’oro che la rende irresistibile.
Il rapporto tra le due sorelle evolve gradualmente, man mano che si addentrano sempre di più nell’avventura. Se all’inizio vediamo una Carmen più austera e una Juliette fuori controllo, alla fine le vediamo sbocciare in un duo perfettamente equilibrato. La maggiore finalmente si lascia andare, trovando il coraggio di perdersi un po’, mentre la più piccola scopre il valore dell’ascolto e della fiducia. Insieme, diventano il motore che tiene in piedi l’intera storia con il loro potere più grande: la fantasia.
Il vero protagonista: lo scirocco
Con un titolo come Scirocco e il regno dei venti è normale essere incuriositi dal ruolo del vento nel corso degli ottanta minuti. Qui, il vento non è solo un elemento naturale, ma un vero e proprio personaggio. Principalmente passivo e moralmente grigio, viene etichettato dagli altri come terribile e malvagio. La forma del suo corpo è composta da un cappello, qualche indumento svolazzante e una maschera, nascosta perfettamente sotto un ciuffo deciso per un tocco di mistero. Scirocco, questo è il nome del potente mago delle correnti d’aria, proprio come il suo vento, veglia sul regno e perseguita la narrazione. Lui vede tutto, o meglio, sente tutto ciò che viene trasportato dalle correnti d’aria: sussurri, canzoni e parole.
Scirocco, però, non è libero. Non può andarsene dal Regno, né tantomeno lasciare che degli essere rotondi e colorati distruggano tutto con la furia delle loro frustate d’aria. Scirocco è schiavo della sua stessa solitudine, che lo porta a odiare i giocattoli che ha creato con le sue mani. Dietro quella coltre di vento e malinconia si nasconde però un animo gentile, un essere altruista che raccoglie il “marciume” del mondo solo per impedirgli di ferire gli altri. Lo capiamo bene nel modo in cui utilizza i suoi poteri per proteggere gli abitanti, in particolar modo Selma, a cui restituisce la vita con un singolo soffio.
L’animazione è per grandi e piccoli
Proprio come accade nelle opere di Hayao Miyazaki, a cui Scirocco e il regno dei venti si ispira, a un primo impatto verrebbe da considerarlo un “film per bambini”. Gli elementi principali del genere, d’altronde, ci sono tutti: una storia semplice e concisa, personaggi facilmente riconoscibili e una tavolozza di colori brillanti. Eppure, ridurlo a questo sarebbe ingiusto. Nonostante il tono fiabesco e lo stile limpido, l’opera parla anche a un pubblico più adulto, di adolescenti e giovani adulti, rappresentato, in un certo senso, da Selma.
Cantante dal fascino malinconico, una silhouette matura e il portamento elegante, Selma incarna una figura quasi materna per le due sorelle, soprattutto per la più piccola. Forse quel legame affettuoso è ciò che lei stessa avrebbe voluto nella vita reale, prima di morire in un incidente. O forse è Agnès, la sorella, a ricordarla così: amorevole, serena, sempre pronta a tendere la mano, e perciò con questi tratti esisterà nella storia. Eppure Selma, proprio come gli adulti non si lamenta mai. Sorride sempre e, senza battere ciglio, è prontissima ad aiutare le due sorelle, a cui si lega praticamente subito, e alla fine rinasce grazie a stupendi colori pastello, sulle tonalità dell’azzurro e del bianco, come un angelo.