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‘Don’t Let the Sun’ l’emergenza climatica

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Presentato al Locarno Film Festival, dove ha vinto il Pardo per la miglior interpretazione al protagonista Levan Gelbakhiani, Don’t Let the Sun di Jacqueline Zünd sarà presentato in anteprima italiana domenica 12 ottobre alle ore 16 al Cinema Arlecchino – Cineteca Milano, nell’ambito della rassegna Locarno a Milano.

Il film è è una coproduzione Svizzera/Italia (Casa delle Visioni – Gianfilippo Pedote, Davide Pagano, Andrea Randazzo – con Lomotion e SRF Schweizer Radio und Fernsehen). 

Don’t Let the Sun: il giorno è vietato

La storia è ambientata in un futuro prossimo dove, per effetto dei cambiamenti climatici, il giorno è diventato insopportabilmente caldo. Per questo tutta la vita sociale è spostata di notte, quando la temperatura risulta un po’ più tollerabile. Si va a lavorare di notte, le scuole aprono alla notte, la spesa la si fa di notte. Tutto accade di notte, mentre di giorno si dorme e la città si svuota, con il divieto tassativo per i più giovani e per i più anziani di uscire di casa, per i rischi che correrebbero a quelle temperature.

In questo mondo bollente, il caldo torrido dell’aria contrasta con il gelo delle relazioni umane, sempre più distanti, sempre più svuotate di affettività e di emotività. Jonah, il protagonista della storia, lavora per una delle varie agenzie che cercano di sfruttare questa condizione di isolamento e solitudine per offrire a clienti privati, donne e uomini soli e barricati in casa, il servizio di attori professionisti in grado di assumere il ruolo di stretti familiari senza generare le tensioni emotive che un vero figlio o marito potrebbero scatenare.

Un giorno a Jonah viene chiesto di assumere il ruolo di padre della piccola e tormentata Nika. Lui accetta la proposta della madre, che spera che in questo modo la bambina superi la sua malinconica insofferenza e si apra un poco alla vita. Un viaggio in un germoglio imprevedibile di relazione che chissà mai se riuscirà a dischiudersi.

Un’ opera sensibile

“Più che un passo avanti è un passo di lato. Una contemplazione… Uno sguardo su condizioni esterne capaci di condizionare e plasmare la nostra interiorità.” [Jacqueline Zünd]

Un futuro distopico non molto lontano dal presente, è questa l’ambientazione scelta dalla regista elvetica Jacqueline Zünd. Don’t Let the Sun è un’opera realizzata con estrema sensibilità, in cui il clima arrido simboleggia l’impoverimento dei rapporti umani.

La regista sfrutta al meglio la location milanese per sottolineare l’essenza del suo film. Un’estetica essenziale geometrica esalta l’ambientazione distopica, proiettando lo spettatore in una dimensione senza tempo e luogo.

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