Giornate del Cinema Muto | Pordenone Silent Film Festival

Keaton: la legge del muto chiude Pordenone

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Le Giornate del Cinema Muto chiudono l’edizione 44 con un grande tributo a Buster Keaton. Dunque, sabato 11 ottobre, il sipario calerà ufficialmente al Teatro Verdi con la proiezione serale di Our Hospitality (Accidenti… che ospitalità!) del 1923. Questo film è il primo lungometraggio di Keaton e, di conseguenza, sancisce l’inizio del suo periodo d’oro artistico. A soli 28 anni, Keaton fece una scelta coraggiosa: inserì un prologo drammatico che aprì una trama ricca di toni romantici e lirici. Inoltre, il film risolve una lunga faida familiare. Keaton amava questa pellicola; fu anche l’ultima per il collega e amico “Big Joe Roberts”. Da notare, la presenza di membri della famiglia Keaton nel cast. Infine, l’accompagnamento musicale è affidato all’Orchestra of the Imaginary di Ljubljana.

Western ritrovato e Monelli di Chaplin

Il programma di sabato 11 ottobre offre una kermesse cinematografica davvero variegata. Prima di tutto, le proiezioni mattutine si tengono a Cinemazero per consentire le prove d’orchestra, un passaggio necessario. Alle 9, si potrà vedere The Scarlet Drop (1918) di John Ford, un western muto creduto perduto e poi ritrovato miracolosamente in Cile. Successivamente, alle 10.30, si esplora il dramma popolare italiano con La gerla di papà Martin (1923) di Mario Bonnard. Il film, ambientato forse a Genova, lanciò in effetti giovani talenti, tra cui il futuro produttore Giuseppe Amato. La rassegna ucraina si conclude poi alle 12 con Congratulazioni per la promozione (1932) di Yivha Hryhorovych, pioniera tra le registe. Il pomeriggio riparte alle 14 con i cortometraggi della collezione messicana Guerra Zacarias. Infine, alle 15.15 lo spazio è per Jackie Coogan in My Boy, il “monello” lanciato da Chaplin.

Dramma italiano e commedia in rete

Il congedo dalle Giornate di Pordenone prosegue con un doppio omaggio: al talento italiano e alla grande comicità americana. Perciò, l’attrice Italia Almirante Manzini saluta il pubblico alle 17.15 con la proiezione de L’ombra (1923), diretto da Mario Almirante. Questo melodramma si distingue notevolmente per l’introduzione di temi complessi e moralmente problematici, come il tradimento in amore e nell’amicizia e una nascita extraconiugale. Era un ruolo, di fatto, che l’attrice considerava il suo preferito in assoluto. Prima del film di Keaton, però, c’è ancora spazio per un emozionante omaggio: si rivede Chaplin in un filmato storico del 1959. Le Giornate on line chiudono, di fatto, con un doppio e imperdibile appuntamento dalle 17 e dalle 21. La prima proposta, infatti, è un affascinante “giro del mondo” filmico con cortometraggi vari, musicati da Mauro Colombis. Infine, la chiusura in rete celebra la grande commedia americana con Harry Langdon in Soldier Man (1928) e Are Parents People? (1925), con musiche di Mauro Colombis e Neil Brand.

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