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‘Marty Supreme’: anteprima a sorpresa a New York

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È con una proiezione non annunciata che Marty Supreme, il nuovo film di Josh Safdie, ha fatto il suo debutto ufficiale al pubblico. L’anteprima a sorpresa durante il New York Film Festival ha colto di sorpresa gli spettatori, che si sono trovati davanti il regista e il protagonista Timothée Chalamet, accolti da una standing ovation e da un’ondata immediata di curiosità. Un colpo di scena perfettamente in linea con la tradizione di Safdie, abituato a mescolare realismo urbano, tensione e improvvisazione anche fuori dallo schermo.

Il ritorno di Josh Safdie

Marty Supreme segna il ritorno di Safdie alla regia da solista dopo anni di lavori condivisi con il fratello Benny. Prodotto da A24, il film si distingue per la sua natura ibrida, a metà tra il racconto sportivo e il dramma esistenziale, con un budget che – secondo le prime stime – supera i 70 milioni di dollari, il più alto mai sostenuto dalla casa di produzione indipendente. Una scelta che testimonia l’ambizione del progetto e la fiducia riposta nel binomio Safdie-Chalamet.

Ping-pong e redenzione

Nel film, Chalamet interpreta Marty Mauser, giovane prodigio del ping-pong in cerca di riscatto in una New York livida e claustrofobica. Liberamente ispirato alla figura reale di Marty Reisman, Marty Supreme costruisce una parabola sul talento e sull’ossessione, dove l’allenamento diventa una forma di meditazione e il tavolo da gioco uno specchio delle contraddizioni interiori del protagonista. Accanto a lui, un cast eterogeneo che include Gwyneth Paltrow, Odessa A’Zion, Abel Ferrara, Fran Drescher e Tyler Okonma (alias Tyler, The Creator), in un mosaico di volti e personalità che amplifica l’energia caotica del film.

Chalamet, corpo e disciplina

Per calarsi nel ruolo, Chalamet si è sottoposto a un lungo percorso di preparazione, allenandosi per anni nel ping-pong, spesso in segreto. Secondo alcune fonti, l’attore avrebbe trasformato il suo appartamento di Tribeca in un vero campo d’allenamento, eliminando i mobili per dedicarsi interamente al gioco. Molte delle scene sono state girate senza controfigure, con l’aiuto di ex campioni internazionali come Diego Schaaf e Wei Wang. Il risultato è una performance fisica e psicologica che mette in discussione l’idea stessa di controllo, spingendo Chalamet verso territori inediti rispetto ai ruoli più romantici o tormentati che l’hanno reso celebre.

Prime impressioni e attese

Le prime reazioni alla proiezione segreta sono state incandescenti. Alcuni critici hanno parlato di “un film che riformula il cinema sportivo come un rito urbano”, altri di “una sinfonia frenetica e magnetica sulla volontà di vincere”. Il debutto a sorpresa ha funzionato: il passaparola ha invaso i social e la stampa internazionale, rilanciando Chalamet come uno degli interpreti più audaci della sua generazione.
Per Josh Safdie, Marty Supreme potrebbe rappresentare la definitiva consacrazione come autore capace di coniugare cinema indipendente e ambizione epica, mentre per Chalamet si profila un ruolo da premi – e forse, un nuovo punto di svolta nella sua carriera.

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