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‘Petra 3’: su Sky e Now il ritorno di una donna libera

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Petra 3 è tornata su Sky Cinema e in streaming su Now per la serie composta da due episodi che andranno in onda l’8 e il 15 ottobre. Dirette dalla sensibile e acuta Maria Sole Tognazzi con Paola Cortellesi e Andrea Pennacchi, riportano sullo schermo una delle personagge più amate della serialità italiana.

La serie – basata sulle opere di Alicia Giménez Bartlett, è prodotta da Sky Studios e Cattleya – parte di ITV Studios. In collaborazione con BETA FILM e il Ministero della Cultura – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo – Opera realizzata con il contributo del Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo.

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Sinossi Ufficiale

In questa terza stagione ritroviamo una Petra Delicato inedita, immersa in una situazione familiare in cui difficilmente avremmo potuto immaginarla: è andata a convivere con il suo nuovo compagno Marco e i suoi tre curiosissimi figli, Marina, Eugenio e Tommaso. Per lei, abituata a condividere gli spazi al massimo con il suo ragno, la gestione di questo nuovo assetto familiare è una novità non da poco. Ma gli stravolgimenti della sua vita privata non le impediscono certo di dedicarsi al suo lavoro come Ispettrice di Polizia a Genova. Nel primo episodio, un omicidio con furto di reliquia trascinerà Petra nel mondo dei furti d’arte e le darà l’opportunità di addentrarsi nei misteri di un convento di suore.

Il coraggio di cambiare, rimanendo se stessi

I personaggi delle serie tv difficilmente cambiano o affrontano un vero e proprio sviluppo. Roberta Pearson ha scritto in Anatomising Gilbert Grissom:

‘È quindi più corretto parlare di accumulo e profondità dei personaggi che di vero e proprio sviluppo.’. 

Ed è quello che accade nella terza stagione di Petra: la sua essenza non cambia, ma si arricchisce di nuove e complesse sfide emotive. Le sceneggiatrici Giulia CalendaIlaria Macchia (con la collaborazione di Paola Cortellesi) in questa prima puntata, riescono a costruire  un caso che da un punto di vista emotivo è profondamente legato a quello che la protagonista sta vivendo dentro. Il convento come luogo di silenzio e immersione in se stessi e la contraddizione di ciò che accade tra quelle mura, universalizzano lo stato d’animo di Petra.  La protagonista è divisa tra l’essere fedele a ciò che è ed i compromessi che certe scelte impongono. Perciò la risoluzione del caso segue la ricerca delle risposte alle domande che Petra si pone: ‘Chi sono io? È questo quello che voglio?’

Coerenza e novità in ‘Petra 3′

Mostrata fin dalla prima stagione come una donna libera, diretta, coraggiosa e bisognosa di uno spazio tutto suo, Petra adesso ha cambiato casa, vive con Marco (Francesco Colella) e i suoi tre figli adolescenti ai quali lei fa da stepmom. Questa evoluzione sembra però una specie di regressione. Petra si nasconde per fumare, non confessa che non ha mai lasciato la sua vecchia casa e persino il suo ragno, simbolo della sua autosufficienza, viene portato in una pensione dove lo va a trovare come fosse una piccola parte di sé abbandonata. È tutto stravolto e l’unico filo conduttore è Petra perché pur avendo, a un primo sguardo, cambiato vita, è sempre se stessa. Quindi,  una garanzia per la riuscita della terza stagione.

L’alleanza tra Petra e Monte

Un’altra assoluta certezza in Petra 3 è anche il rapporto intimo e ironico con il suo vice Antonio Monte (Andrea Pennacchi). La loro differenza è l’elemento essenziale della loro identità, in qualche modo sono funzionali l’una all’altra per un personale autoriconoscimento. Lo si nota soprattutto quando Petra chiede a Monte se lei sia una donna libera. Lui non ha dubbi sul fatto che lo sia in un modo ‘quasi insopportabile’. Il fatto che il loro rapporto sfoci in una profonda amicizia e non in un amore, rende la serie non scontata e profondamente femminista come ce ne sono poche nel panorama televisivo italiano. Negli ultimi anni sono aumentati i legal e i crime con donne come protagoniste ma che non sembrano voler rinunciare a una storia d’amore come fulcro della vita privata delle protagoniste. L’amore nella vita di Petra è declinato in tutte le forme possibili.

Un duo infallibile in ‘Petra 3

La performance di Paola Cortellesi si conferma uno dei pilastri di Petra 3. Il suo ritorno non è solo un evento atteso, ma si rivela fondamentale per ricordare al pubblico, fin dai primi minuti, di essere nuovamente “a casa”. Questo equilibrio è reso possibile dalla solida regia di Maria Sole Tognazzi, abile nell’amalgamare ogni aspetto. La sua direzione è un esercizio di economia narrativa. Ogni inquadratura ha uno scopo preciso, Petra riempie ogni sguardo dello spettatore. Si percepisce la bravura della regista e delle sceneggiatrici di trasformare anche i dettagli più piccoli in elementi essenziali della narrazione.

Alla fine, il vero mistero che Petra 3 ci invita a risolvere non è tanto chi sia il colpevole, ma come si possa rimanere fedeli a se stessi pur abbracciando il cambiamento. Petra, divisa tra il caos di una nuova vita familiare e la solitudine a cui non vuole rinunciare, ci mostra la vera libertà. E non è l’assenza di legami, ma la capacità di sceglierli senza perdersi.

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