Sedicicorto

‘Baa Baa!’, o il dono non richiesto

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Il cortometraggio Baa Baa!, della regista estone Teresa Juksaar, presentato al Sedicicorto International Film Festival di Forlì, conduce lo spettatore, fin dalle prime scene, in un mondo colorato, leggermente distopico e umoristicamente paradossale. La trama è originale: tutto sembra precipitare.

‘Baa, Baa, Black Sheep’?

Baa baa black sheep
Have you any wool?
Yes sir, yes sir,
Three bags full….

Il riferimento al verso “baa baa” è la prima domanda che uno spettatore si pone con qualche reminiscenza d’infanzia (di quelle un po’ più internazionali).

È l’onomatopea inglese per il suono che fanno le pecore. È anche il suono iniziale della famosa filastrocca Baa, Baa, Black Shee (‘Bee, bee, pecora nera’) e si riferisce al verso delle pecore. Il pensiero non è immediato. Bisogna saperlo o cercarlo.

Baa, Baa, Black Sheep è una famosa canzone inglese per bambini, la cui prima versione stampata risale al 1744 circa; le parole sono cantate su una variante della melodia francese del ‘700 “Ah! vous dirai-je, maman”, frequentemente usata per varie ninne nanne e canzoncine per bambini.

In questo cortometraggio, pecore e bambini ci sono, ma la situazione è leggermente paradossale e del tutto fuori dall’ordinario. Non ci sono filastrocche.

A caval donato non si guarda in bocca

Per restare nel mondo animale, difficile essere d’accordo, qui, con il vecchio proverbio.

Una piccola famiglia estone, che si è trasferita nel quartiere più prestigioso della città, riceve inaspettatamente una capra in dono tramite un programma di beneficenza. Qualcuno pensa di fare un piacere a qualcun altro, lontano e sconosciuto, con un click.
Fra gli scatoloni di un trasloco ancora in atto, passeggia una capretta.
Il padre, Toomas (Kaspar Velberg), si assume la responsabilità di risolvere il problema, poiché la città non è il posto giusto per un animale, ma liberarsi della capra si rivela più difficile del previsto. Come portarla al guinzaglio a passeggio o condurla fuori città?

Madre (Ester Kuntu) e figlia (Marta Marleen Metsare) non sono poi tanto ostili a quel curioso e simpatico animale. Presto, però, sia il lavoro di Toomas che la loro nuova casa sono a rischio, poiché la pecora, con le sue corna tornite e ricurve, spicca nel paesaggio urbano: alcuni la trovano divertente, mentre altri la trovano un serio fastidio. Una noia inaspettata. Un’anomalia.

I vicini di casa protestano, i passanti si stupiscono o storcono il naso, anche se qualcuno sorride, il conducente del bus non coopera, la commessa di un negozio di animali accetta solo cani e gatti. Sembra di essere in un videogioco.

Alla fine, Toomas deve imparare una lezione dalla sua pecora e rendersi conto che l’unica via d’uscita è l’adattamento. Non tutto ciò che arriva ha un senso. O forse sì?

Quale morale?

In Baa Baa!, Teresa Juksaar dimostra un’interessante capacità di trasformare il quotidiano in materia enigmatica, lavorando sulla sottile linea tra realtà e percezione.

Il titolo infantile non introduce tenerezza, ma disagio: la filastrocca diventa quasi un mantra spezzato, un rumore di sottofondo che disturba alcuni ma che intenerisce altri. In fondo, molti hanno difficoltà a trovare il loro posto nel mondo, soprattutto se catapultati, da mani ignote, pur ben intenzionate, in un universo strano e straniero, lontano da sé stessi e dai ritmi abituali.

La regia è quasi contenuta, come se l’occhio della macchina da presa non osasse intervenire. Juksaar osserva, con attenzione. E nel farlo, lascia emergere lentamente un sottotesto sulla passività sociale, sul modo in cui gli individui imparano a seguire ritmi e ruoli senza protestare. Fino a quando qualcuno si ribella agli schemi, con sorpresa.

Il belato del titolo è tanto psicologico quanto sonoro. Il suono si fa commento emotivo. La felicità di scegliere, però, alla fine, vince. Ma… attenzione al prossimo click!

Teresa Juksaar

Teresa Juksaar è una regista di Tallinn, Estonia. Ha studiato presso la Sarajevo Film Academy e successivamente presso la Baltic Film, Media and Arts School (BFM), laureandosi in regia nel 2022. Il suo film da studente The King ha vinto al PÖFF Shorts (2021) e all’Oslo Film Festival (2021).

 

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