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‘La mia amica Eva’ Il gioco dell’amore non ha età

La mia amica Eva di Cesc Gay sbarca nelle sale italiane il 2 ottobre 2025.

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Dal 2 ottobre in sala per Teodora Film La mia amica Eva è la nuova pellicola firmata dall’apprezzato Cesc Gay. Il cineasta spagnolo torna dietro la macchina da presa e realizza una commedia dal sapore agrodolce, dietro la cui facciata di leggerezza si cela in realtà la complessità di una fase della vita. Tra i protagonisti, l’indimenticabile Palermo di La casa di carta, che risponde al nome di Rodrigo de la Serna.

La mia amica Eva | La trama

Eva (Nora Navas) lavora per una casa editrice e ha un solido matrimonio alle spalle, da cui sono nati due ragazzi. Spedita in trasferta a Roma, la donna finisce in una stanza d’albergo con una porta comunicante. Una sera, vedendola aperta, si incuriosisce e la apre. L’incontro con Alex (de la Serna) avviene in maniera alquanto divertente e imbarazzante. L’uomo è uno sceneggiatore arrivato nella Capitale per trattare con un autore dal cui romanzo verrà tratta una serie tv. L’amicizia tra Eva e Alex consiste in una sola serata, durante una festa degli amici di lui.

Dobbiamo scegliere con chi stare.

Tornati nelle rispettive città – Eva a Barcellona, Alex è un giramondo – i due perdono i contatti. Nel frattempo Eva matura la decisione di lasciare il marito, Victor (Juan Diego Botto), dopo ben 25 anni di matrimonio. Inventando scuse su scuse, riesce finalmente a dirglielo. Ma le cose non saranno facili, nonostante la comprensione dei membri della famiglia e degli amici.

Una commedia (romantica) sulla crisi di mezza età

La mia amica Eva parte da una base, molto divertente e ben costruita, di commedia romantica, per poi allargare lo sguardo su quella che è, a tutti gli effetti, una crisi di mezza età. L’apertura della pellicola è senza dubbio accattivante e permette di entrare subito nella storia e di appassionarsi a quelle dei protagonisti. Se la Navas è bravissima a rimanere sempre in bilico, tra il tenero e l’irritante, de la Serna non è mai sembrato così affascinante come in questo caso. La sceneggiatura, ispirata da un’amica del regista e scritta a quattro mani dallo stesso Gay e da Eduard Sola, ritrae alla perfezione un uomo e una donna sulla soglia dei cinquant’anni alle prese con un sentimento quasi adolescenziale.

Mi piaceva tanto il gioco dell’amore.

Punto di partenza e di forza del progetto, la relazione tra Eva e Alex non viene esplorata, ma lasciata in sospeso, donando un senso di realtà alle vicende. Man mano che il personaggio femminile si delinea, con tutte le sue complicate sfumature, il quadro appare più completo e assolutamente veritiero. Giunti a un determinato momento della vita, può capitare di fare un bilancio e sentirsi non proprio felici di dove ci si trova. Eva non avrebbe nulla di che lamentarsi, eppure non è felice. La sua decisione, per quanto incomprensibile e spaventosa possa essere, rivela un coraggio invidiabile.

La mia amica Eva non parla di vincitori o vinti, in questa bramata ricerca dell’amore, quanto piuttosto di giocatori che sanno rischiare e affrontare ciò che ne consegue, con sensibilità e un pizzico di tenero disagio.

*Sono Sabrina, se volete leggere altri miei articoli cliccate qui.

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