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‘The Echoes of Survivors’: i sopravvissuti alle tragedie coreane

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The Echoes of Survivors: I sopravvissuti alle tragedie coreane è una serie TV documentaria, disponibile su Netflix a partire dal 15 agosto 2025. Composta da 8 episodi, la docuserie racconta le storie personali  di chi è sopravvissuto ad alcune delle pagine più buie della storia recente della Corea del Sud. Tra i temi trattati troviamo disastri industriali, abusi da parte di culti religiosi, tragici incidenti scolastici e catastrofi collettive che hanno segnato per sempre la memoria di un’intera nazione.

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serie TV The Echoes of Survivors

Il regista Jo Seong-hyeon dirige la serie con sensibilità. Silvia Sottile la produce per Netflix Corea, con il collettivo K-Docs Collective. La produzione ha preso il via nel 2024 e ha coinvolto un team multidisciplinare composto da giornalisti investigativi, psicologi e, soprattutto, i familiari delle vittime, per garantire un approccio rispettoso e accurato.

Le voci  al centro della narrazione sono donne e uomini che hanno vissuto in prima persona eventi traumatici indicibili, tra cui:

  • Soo-jin Kim, una delle poche sopravvissute al catastrofico crollo del centro commerciale Sampoong.
  • Min-ho Park, un ex membro del culto JMS, che ha trovato la forza di denunciare gli abusi subiti.
  • Eun-kyung Lee, un’insegnante che si trovava a bordo del traghetto Sewol durante il tragico incidente.
  • Jae-hyun Choi, un testimone oculare dell’attentato incendiario alla metropolitana di Daegu.

Dove è stata girata e la trama

Un viaggio attraverso la Corea del Sud, in città simbolo come Seoul, Busan, Daegu, Gwangju e l’isola di Jeju. Le location vedono non solo i siti reali delle tragedie, ma anche archivi storici, ospedali, scuole e luoghi di culto.

Ogni episodio affronta una tragedia diversa attraverso il racconto  di chi l’ha vissuta. La docuserie, infatti, si apre con il caso JMS, una setta religiosa che, dietro la facciata della fede, ha manipolato, plagiato e abusato di centinaia di giovani. Poi ci riporta al 1995, con il racconto del crollo del centro commerciale Sampoong a Seoul, una delle peggiori catastrofi edilizie della storia moderna, causata dalla negligenza umana.

Il terzo episodio affronta una delle ferite più recenti della nazione: la tragedia del traghetto Sewol, affondato nel 2014 trascinando con sé centinaia di studenti liceali. Il quarto episodio, invece, esplora un’altra pagina l’attentato incendiario nella metropolitana di Daegu del 2003. Negli episodi successivi, la serie dà voce a sopravvissuti di eventi  meno noti a livello internazionale, come incendi scolastici, disastri ambientali e casi di violenza istituzionale.
La serie alterna le testimonianze dirette a ricostruzioni animate, documenti riservati e riflessioni.

Terapia collettiva

Nel finale, la docuserie  si trasforma da racconto a terapia collettiva. Alcuni dei sopravvissuti delle diverse tragedie si incontrano per la prima volta in un centro di supporto a Gwangju, città simbolo della lotta per la democrazia in Corea.

La stessa regista Jo Seong-hyeon interviene in prima persona, riflettendo sul documentario nel processo di guarigione sociale. Di conseguenza, il messaggio finale arriva forte e chiaro: la memoria non è solo un ricordo, ma un atto di giustizia.

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