La notte arriva sempre è un thriller drammatico diretto da Benjamin Caron (Sharper, 2023) e basato sull’omonimo romanzo di Willy Vautlin del 2021, ora disponibile su Netflix.
La protagonista è interpretata da Vanessa Kirby, recentemente vista sul grande schermo ne I Fantastici 4 – Gli inizi. Nel cast anche Zack Gottsagen (The Peanut Butter Falcon, 2019), Stephan James (Homecoming, 2018), Julia Fox (Uncut gems, 2019) e Eli Roth (Inglourious Basterds, 2009).
La disperata ricerca di Lynette
Lynette è una giovane donna che lavora duramente per sostenere la sua famiglia, composta dalla mamma Coleen e dal fratello maggiore Kenny, affetto dalla sindrome di Down. Il suo obiettivo di ottenere la proprietà della casa in cui vivono va in fumo quando la mamma decide di non collaborare e sperpera i risparmi messi accuratamente da parte. Inizia così la tormentata notte di Lynette, alla forsennata ricerca di quei soldi che per lei simboleggiano libertà e felicità. Se non li otterrà entro la mattina successiva, la loro casa sarà venduta al miglior offerente.
La struttura narrativa dell’incubo senza fine
La struttura narrativa di La notte arriva sempre ricorda quella del magnetico Afterhours (1985) di Martin Scorsese. In entrambi i casi, i rispettivi protagonisti sembrano catturati all’interno di un loop dal quale non riescono ad uscire. Nel caso di Lynette, ogni volta che sembra aver ottenuto la quantità di soldi necessaria, entra in gioco un fattore che la riporta al punto di partenza. Nel frattempo, il tempo scorre veloce ed inesorabile, scandito sullo schermo dai time stamps. Nonostante le azioni moralmente opinabili e la tendenza all’autodistruzione, lo spettatore è quasi inconsciamente spinto a tifare per Lynette, condividendo con lei, almeno in parte, la sensazione di non avere vie d’uscita.
La critica alla drammatica condizione sociale ed economica degli USA
La notte arriva sempre porta alla luce alcune delle questioni più drammatiche per il popolo americano: la percentuale di homeless, la disparità sociale sempre più elevata e il crescente tasso di povertà. Durante le interviste di promozione del film, Vanessa Kirby ha raccontato di aver studiato approfonditamente i temi e di aver parlato con persone che si trovano in queste situazioni per poter affrontare al meglio il ruolo. Allo stesso tempo, Caron ha spiegato come per lui la tragedia dell’uomo moderno sia quella di lavorare giorno e notte senza avere comunque un futuro certo.
Tralasciando l’atmosfera agitata data dall’urgenza di Lynette di trovare i soldi, gli elementi più angoscianti sono infatti l’ombra della povertà più assoluta, della totale perdita di averi, compresa la propria abitazione, e di tutto ciò che questo comporta.
La notte arriva sempre mescola thriller, crime e noir
Il film di Caron ha numerose connotazioni del genere noir. L’atmosfera è, infatti, molto cupa, ombrosa e angosciante. Le riprese alternano campi lunghi che includono le luci al neon della città ai primi piani di Lynette, che spesso esprime più attraverso il suo sguardo che con le parole. I personaggi secondari sono criminali che, anch’essi, lavorano di notte, lontano da sguardi indiscreti. Anche se con trame molto diverse, La notte arriva sempre ricorda l’estetica di Lo Sciacallo (2014) di Dan Gilroy, anch’esso girato di notte, il cui protagonista è alla prese con situazioni progressivamente più opprimenti.
In La notte arriva sempre, la sceneggiatura di Sarah Conradt non appesantisce le sequenze e lascia respirare una storia che vive di sguardi, intese e reazioni istintive più che di lunghe conversazioni o “spiegoni” non necessari.
La notte arriva sempre è il risultato di un’inaspettata sintonia creativa
Nel complesso, La notte arriva sempre è un buon prodotto, trainato dalla performance di Vanessa Kirby, che intrattiene lo spettatore fino al sorgere del sole della mattina successiva. Caron e Kirby avevano già collaborato precedentemente in The Crown (2016-2023), set dal quale è nata la sintonia creativa che si è concretizzata nel thriller appena uscito. Chissà se si tratta di una collaborazione destinata a durare in futuro, sia sul piccolo che sul grande schermo.