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‘Tougen Anki’: tra leggenda e attualità

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Togen Anki  è un anime tratto dall’omonimo manga shonen scritto e disegnato da Yura Urushibara. Il primo episodio della serie è uscito l’11 luglio su Netflix, e nuovi episodi escono ogni settimana il venerdì.

La serie è prodotta da Studio Hibari e diretta da Ato Nonaka, con Hiroyuki Hashimoto come assistente alla regia, Yukie Sugawara che supervisiona e scrive le sceneggiature della serie, Ryoko Amisaki che cura il character design e Kota Yamamoto che compone la colonna sonora. La sigla di apertura è Overnight degli The Oral Cigarettes, mentre quella di chiusura è What is justice? delle Band-Maid.

La serie si può trovare su Netflix, Amazon Prime Video, e Crunchyroll.

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Tra mito e realtà

La trama si concentra su un adolescente ribelle di nome Shiki Ichinose, che vive con il padre adottivo, Tsuyoshi. Un giorno, i due vengono improvvisamente attaccati da un assassino. Shiki scopre così una scioccante verità: lui è un Oni e Tsuyoshi era in precedenza un Momotarou, cacciatore di Oni. Tuttavia ha lasciato la sua attività per allevarlo.

Dopo che Tsuyoshi è stato ucciso, Shiki si ritrova catapultato nel bel mezzo del conflitto di lunga data tra Oni e Momotarou. Giura così di sopravvivere e vendicare la morte del padre. Con l’aiuto di un’insegnate cinico e compagni fuori dal comune dovrà imparare a sopravvivere ed usare i suoi poteri di Oni.

Tra clichè e citazionismo

Tougen Anki è una serie che probabilmente andrà migliorando con gli episodi. Il primo episodio è stato interessante come introduzione al mondo e alla storia. Anche se le premesse sono originali, la serie purtroppo non aggiunge niente di nuovo al genere degli anime per ragazzi, e usa molti stereotipi del genere. La serie quindi si prospetta come una classica storia di vendetta.

I personaggi possono essere ascritti a degli stereotipi ormai consolidati del genere. Abbiamo il protagonista impulsivo e testa calda, che si affida puramente al suo istinto. Poi il professore cinico e serio, che sotto sotto tiene ai suoi studenti anche se non lo da a vedere. Inoltre abbiamo anche il personaggio cupo e tenebroso, con cui il protagonista ha un rapporto di rivalità-amicizia, e la ragazza imbranata.

Inoltre ci sono qua e la nella serie delle citazioni ad altri anime. Una di queste è la prova d’ingresso alla scuola, che riprende quasi completamente la prima prova dell’esame ninja di Naruto. L’ambientazione in una foresta delimitata da una recinzione, la divisione in gruppi di tre e il limite di tempo sono elementi presenti in entrambe le serie.

Una guerra millenaria

Tsubakiri Momomiya, quello che sarà probabilmente uno dei villain principali della serie, è stato introdotto nell’ultimo episodio. Già dalla sua presentazione si intuisce  che sarà un personaggio interessante e che darà del filo da torcere agli Oni. La Momotarou kikan, la compagnia dei cacciatori di demoni, con i suoi metodi a dir poco brutali, sembra un avversario molto temibile.

Nell’episodio 5 si iniziano a vedere un po’ degli scontri tra Oni e Momotarou, anche se solo per qualche secondo. Questo perché l’episodio era più focalizzato sul ruolo nella squadra di supporto dei protagonisti. Si fanno vedere le conseguenze degli scontri più che la battaglia in se. Una scelta azzeccata, che stacca con quello che si era visto negli episodi precedenti. Gli effetti della guerra in corso si fanno vedere in tutta la loro crudezza. Vedendo tutti i feriti si ha per la prima volta la consapevolezza della portata enorme dello scontro in atto.

L’episodio 5 quindi alza l’asticella rispetto a quelli precedenti, e se la serie mantiene questo livello potrebbe venire fuori un prodotto molto ben fatto. Dopo un inizio debole, deve dunque giocare bene le sue carte.

La leggenda di Momotarou

Per capire meglio la serie è bene conoscere la leggenda popolare che ne sta alla base. La storia di Momotarou è una delle fiabe più conosciute e amate in Giappone.

La storia inizia con un’anziana donna che non aveva avuto figli e che si era recata al fiume per lavare i panni.  In quel luogo vede una gigantesca pesca che andava alla deriva e decide così di portarla a casa. La donna e suo marito cercano di aprire la pesca per mangiarla e vi trovano dentro un bambino che dice di essere stato inviato dal cielo per essere loro figlio. Lo chiamarono Momotarou, figlio della pesca.

Una volta cresciuto, il ragazzo lascia la famiglia per andare ad affrontare gli Oni, sorta di orchi che vivevano nell’isola di Onigashima. Lungo la strada incontra  un cane, una scimmia e un fagiano, che accettano di aiutarlo nella sua missione. Insieme ai suoi amici animali, Momotarou penetra nel forte di Ura, sconfigge il capo degli oni e sottrae alle creature il prezioso bottino, grazie al quale la sua famiglia e i suoi nuovi amici poterono vivere per sempre negli agi.

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