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George Clooney fa i conti con fama e rimpianto in ‘Jay Kelly’ di Baumbach

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“Cosa rispondi a chi ti dice che interpreti solo te stesso?” chiede lei. “Sai quanto è difficile essere te stesso?” ribatte lui. “Provaci tu.”

Questo scambio pungente apre il teaser di Jay Kelly, il prossimo film Netflix di Noah Baumbach, che vede George Clooney interpretare una versione di ciò che è stato per decenni – una star del cinema – ma improvvisamente si ritrova a mettere in discussione tutto ciò che quel ruolo gli è costato.

L’uomo dietro l’immagine

Clooney interpreta il protagonista Jay Kelly, un’icona del grande schermo la cui celebrità è così profondamente radicata nella sua identità che inizia a sgretolarsi. “Sono solo un attore diventato famoso”, dice, con una frase apparentemente semplice ma che suona come una confessione.

Il film segue Jay in un viaggio imprevisto e sempre più introspettivo attraverso l’Europa, insieme al suo manager di lunga data Ron, interpretato da Adam Sandler con un registro raramente enfatizzato. Quello che inizia come un tour promozionale si trasforma lentamente in un più profondo confronto con l’amore, il tempo, l’ego e l’eredità.

Baumbach diventa meta-opera

Jay Kelly segna il quarto lungometraggio di Noah Baumbach per Netflix e il suo più apertamente autoriflessivo finora. Scritta a quattro mani con Emily Mortimer, che appare anche nel film, la sceneggiatura è come un pezzo da camera sulla fama, con la tipica miscela di intimità nevrotica e stanchezza poetica di Baumbach.

Il film sarà presentato in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia il mese prossimo, a dimostrazione di una posta in gioco elevata per quella che potrebbe essere l’interpretazione emotivamente più vulnerabile di Clooney da anni.

Cast di tutto rispetto, messa a fuoco morbida

Il cast è ricco di talenti: Laura Dern, Riley Keough, Billy Crudup, Patrick Wilson, Greta Gerwig, Josh Hamilton, Eve Hewson, Alba Rohrwacher, Stacy Keach, Jim Broadbent e persino Lenny Henry, tra gli altri.

Ma il trailer suggerisce un tono pacato e interiore: niente monologhi da Oscar, solo sguardi, silenzi e il dolore di cercare di rimettere insieme una vita. Sandler, ricordando ancora una volta al pubblico di essere forte nel dramma quanto nella commedia, sembra fungere da specchio e zavorra per il disfacimento di Clooney.

Continua la svolta di Netflix verso il prestigio

Prodotto da David Heyman, Amy Pascal e Baumbach, Jay Kelly continua la spinta di Netflix verso il cinema d’autore orientato ai premi. Il film uscirà nelle sale il 14 novembre, prima di essere distribuito in streaming su Netflix dal 5 dicembre, giusto in tempo per il culmine della stagione dei premi.

Resta da vedere se Jay Kelly piacerà agli elettori, ma per ora sembra che Clooney, Baumbach e Sandler abbiano tra le mani qualcosa di più duraturo: un film che si chiede cosa rimane quando le telecamere si fermano e chi si diventa quando si spengono le luci.

 

 

Fonte: Deadline

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