64. Festival di Berlino : “Tui na” (“Blind Massage”) di Lou Ye (Concorso)
“Blind Massage” del regista cinese Lou Ye è un film riuscito, appassionante e totalizzante come il sentimento di cui parla, quell’amore che da solo può dare senso anche ad una vita incompleta
Nella città di Nanchino esiste un luogo particolare, un centro massaggi dove viene praticata l’arte del Tui Na seguendo i precetti dell’antichissima medicina cinese. La caratteristica principale però è data dai dipendenti del centro, tutti quanti ciechi o ipovedenti che si affidano al senso del tatto per aiutare uomini e donne che cercano sollievo. Il Dottor Wang, appena arrivato con la sua compagna sembra il più sereno, ma drammi familiari mettono a rischio la sua felicità. Xiao Ma soffre per il desiderio di avere la magnifica Du Hong pur sapendo che per lui è una meta irraggiungibile. Ognuno di loro ha un proprio bagaglio di storie, sentimenti e speranze, che il regista riprende con profondo rispetto ed ammirazione.
Non si può rimanere impassibili di fronte alle storie portate sullo schermo dal regista cinese Lou Ye, la determinazione e la forza di chi per sfortuna e per destino non ha il dono della vista sorprende e commuove, ma più che la cecità in sé ciò che appassiona il regista sono le conseguenze che essa ha sull’amore, sulla sua ricerca e sulla vita sentimentale dei massaggiatori. Solo l’amore, totalizzante e pieno può dare soddisfazione a questi individui che hanno l’urgenza e l’ossessione del contatto. Ye non indugia mai nel patetico, non rincorre la lacrima facile ma entra a gamba tesa nel privato dei suoi protagonisti con stile quasi documentaristico. C’è chi ha perso la vista dopo un incidente stradale, chi non l’ha mai avuta dalla nascita e chi ogni giorno vede sparire il mondo intorno a causa di terribili malattie degenerative, ma per ognuno di loro c’è spazio per parlare di amore. Amori nascono all’interno del centro e altrettanti amori sfioriscono con rapidità, fornendo il fulcro narrativo della pellicola, un vero e proprio melodramma senza gli orpelli che di solito accompagnano il genere. Blind Massage è un film riuscito, appassionante e totalizzante come il sentimento di cui parla, quell’amore che da solo può dare senso anche ad una vita incompleta.