Cactus International Children's and Youth Film Festival

‘Yuck!’ La magia del primo bacio

Amore e Inclusione

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In programma al Cactus International Children’s and Youth Film Festival, il cortometraggio pluripremiato Yuck!, diretto da Loïc Espuche. È una produzione di Iliad & Films.

Un racconto delicato, semplice e affabile, per grandi e piccoli.

Yuck! – La trama

Bleah! Che schifo i baci sulla bocca! Cosa mai avranno in mente le persone che si baciano? Léo se la ride insieme ai suoi amici del campeggio estivo, ma sotto sotto nasconde un piccolo segreto: anche lui, in realtà, vorrebbe provare a baciare qualcuno.[sinossi ufficiale].

La magia del primo bacio

È quel momento magico, meraviglioso e carico di emozione: il primo bacio. Pochi secondi, brevi istanti che siamo destinati a ricordare per sempre. Un momento unico, irripetibile che, col trascorrere del tempo, diventa sempre più tenero. Ma cosa pensavamo in quell’istante? E nei momenti che hanno preceduto quel dolce momento?

Ce lo mostra Loïc Espuche, regista francese che, con Yuck! ha conquistato diversi riconoscimenti a prestigiosi festival, come Il Festival Internazionale del Film d’Animazione di Annecy e il Premio Unicef Kids 2024 al Lago Film Festival. Yuck!, inoltre, ha vinto il Premio Cesar per il Miglior Cortometraggio d’animazione e ottiene una nomination agli Oscar.

Successo del tutto meritato per un’opera nata da un’idea semplice e realizzata con altrettanta semplicità. Questo, però, non significa che dietro alla realizzazione di Yuck!non ci sia un grande lavoro.

Yuck!: un messaggio d’amore e di inclusione

Più di 20.000 ore di lavoro, per montare insieme circa 9.300 disegni, una troupe composta da 60 persone e un team di supervisione di 6 (Léo Schweitzer, Simon Duong Van Huyen, Emma Carré ed Elie Martens), per un complessivo di otto mesi di lavorazione.

Una semplicità, dunque, ben studiata che ha dato i suoi frutti, accontentando grandi e piccoli. Yuck!, della durata di circa 10 minuti, ha come protagonisti dei bambini e si rivolge a un pubblico di giovanissimi, ma senza escludere anche chi ha qualche anno in più. Il cortometraggio, dalla sua idea iniziale, il primo bacio, si estende a più livelli, con il merito di offrire un messaggio d’amore di inclusione.

Leo e Lucie, come i loro giovanissimi amici, sono disgustati nel vedere i grandi baciarsi. Ma poi, come in un incantesimo, quell’avversione si muta in altro: curiosità, piacere e, soprattutto, bisogno naturale di condivisione, perché il bacio altro non è che necessità di condividere, con chi riteniamo speciale, la nostra felicità.

Un cortometraggio che recupera la tradizione del 2D

Un desiderio che non scema con il trascorre del tempo, come nel caso della coppia, non più giovanissima, che si rilassa, bevendo un drink. Uno sguardo scambiato con complicità, un sorriso e un bacio. Così, inizia Yuck!, con i giovani protagonisti che osservano, disgustati, quell’incontro di labbra. Ma ben presto, almeno per Leo e Lucie, il disgusto diventa altro. Qualcosa succede, i loro sguardi si cercano ed ecco che avviene l’incantesimo.

Il regista Loïc Espuche espone tutto questo con un linguaggio semplice e immediato e non per caso sceglie di applicare al suo cortometraggio il 2D. I personaggi si muovono in uno spazio bidimensionale, con una scelta controcorrente, visto che ormai il cinema d’animazione è sempre più tridimensionale.

In questo modo Yuck! risulta ancora più delizioso e lo sguardo dello spettatore, grande o piccolo che sia, non ha nessuna importanza, perché rimane focalizzato sul quel magico momento, rappresentato visivamente con piccoli estratti dedicati alle labbra che diventano incandescenti, rosse e luminose.

Pedagogia e un pizzico di denuncia

Una raffigurazione elementare e allo stesso tempo potente che riesce a tradurre in immagini il desiderio di baciare quella persona speciale. Attenzione, però, proprio in questo particolare, sostanziale per l’intera opera, risiede quella costruzione a livelli, accennata prima.

Una traccia del sottotesto che emerge, probabilmente non immediatamente compresa dai più piccoli, ma da chi li accompagna. Le labbra si illuminano quando il desiderio di baciarsi è reciproco. Una premessa necessaria per rendere vivo l’incantesimo del bacio, perché senza il consenso altrui non c’è magia.

Un messaggio pedagogico che si estende alla vita, al rispetto e alla condivisione. Un insegnamento che si accompagna a un velo di denuncia, come quando vengono mostrati i due giovani calciatori,’uno bianco, l’altro di colore, uno con maglietta di Ronaldo, l’altro con quella di Messi. Le loro rispettive labbra si illuminano, il rosso si accende e l’incantesimo del bacio prende vita.

Un brevissimo episodio che lancia un sassolino nello stagno del mondo del calcio, dove sembra sempre più difficile fare coming out. Per questo Yuck! può essere apprezzato da grandi e piccini: un cortometraggio costruito su un perfetto bilanciamento tra testo e sottotesto, dove ogni elemento, per esempio la musica a cura di Aliénor Doublet, è rivolto a sottolineare l’incantesimo del primo bacio.

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