Tra i film selezionati dalle giurie del Cactus International Children’s and Youth Film Festival, che quest’anno compie cinque anni, troviamo Lola and the Sound Piano. Nello specifico, questo film si colloca all’interno del progetto Cactus EDU, pensato per le scuole dell’infanzia e per il primo e secondo ciclo di istruzione. Promuove, focalizzandosi sui più giovani, esperienze di crescita relazionale, culturale ed emotiva attraverso la proiezione di film di qualità, in un percorso formativo di promozione e diffusione della cultura dell’audiovisivo tra bambini e ragazzi. Il percorso si sviluppa attraverso un concorso cinematografico per il quale gli alunni sono invitati a formare le “giurie giovani”, ciascuna legata alla classe d’età individuata dal festival.
Lola and the sound piano: la musica come forma d’inclusione
Diretto dal regista Augusto Zanovello e realizzato mediante la tecnica della stop-motion, il cortometraggio ha come tema principale la diversità, che spesso porta all’esclusione e all’incomprensione di chi consideriamo fuori dall’ordinario.
La protagonista è Lola, una ragazzina undicenne che nutre una forte passione per la musica. Lola è anche la sorella maggiore di Simon, considerato “diverso”, in quanto vive in un mondo tutto suo. Lola lo osserva, con la volontà di entrare nel suo piccolo universo per comprenderlo meglio. Così facendo, la giovane si rende conto del modo sensibile in cui il fratellino reagisce a piccoli rumori nascosti. Insieme all’amico Rolih, Lola costruirà una macchina del suono per comunicare con Simon e rafforzare il loro rapporto fraterno.
Il regista
Augusto Zanovello nasce in Brasile nel 1965 e studia alla Scuola di Belle Arti di Belo Horizonte. Nel 1985 si trasferisce in Francia, frequentando l’Università di Parigi III e i Gobelins, prima di entrare alla scuola Louis Lumière, dove si diploma nella sezione cinema nel 1991. Da allora, ha lavorato in vari studi di animazione come animatore e storyboarder. Ha diretto diverse serie e cortometraggi, tra cui il pluri-primiato Lettres de femmes nel 2013. Lavora anche come sceneggiatore per il cinema e la televisione. Nel 2015 fonda Komadoli Studio, specializzato in animazione stop-motion.
Contro ogni discriminazione
Simon è un bambino “diverso”. Gli psicologi, infatti, gli hanno diagnosticato alcuni disturbi comportamentali. In quanto tale, la gente che gli sta attorno, soprattutto il mondo adulto, non riesce a comprendere i suoi gesti. Nessuno sembra volersi davvero addentrare nell’universo interiore di Simon, anzi, viene emarginato e guardato con occhi sospetti. Così facendo, la solitudine che deriva dalla propria condizione anormale viene accentuata e le barriere che separano Simon dal resto del mondo ancor di più rafforzate. I coetanei di Lola, invece, trovano semplicemente buffo il comportamento del piccolo Simon, mostrandosi più tolleranti degli adulti, ma comunque non abbastanza desiderosi di avvicinarsi realmente a lui.
La sorella è l’unica che, stanca della distanza che la separa dal fratellino, si pone come obiettivo l’attenta osservazione comportamentale di Simon, con il fine di entrare a piccoli passi e in maniera adeguata nella sua interiorità. L’osservazione dell’approccio al mondo del fratello sarà fondamentale per stabilire un legame più autentico ed efficace con lui.
La musica si rivela essere il medium privilegiato per la comunicazione con Simon. Il particolare pianoforte creato da Rolih e Lola, che raggruppa suoni e rumori ritenuti piacevoli dal piccolo, permetterà a Simon di esprimersi liberamente e di sviluppare una comunicazione creativa con gli altri. Per la prima volta una forma di comprensione da chi gli sta intorno appare possibile e, finalmente, gli ostacoli che lo separano dal mondo circostante vengono abbattuti proprio dalla musica, come suggerisce il concerto finale che coinvolge e unisce tutti i personaggi del film.
Lola and the sound piano suggerisce allo spettatore di qualsiasi età, in maniera semplice e diretta, la necessità di abbattere i pregiudizi. Il cortometraggio, quindi, ci ricorda come il “diverso” non debba essere considerato qualcosa di spaventoso, ma si rivela, piuttosto, una preziosa occasione per poter guardare con altri occhi la realtà a cui siamo abituati, scoprendone i lati nascosti.
Negli anni molti sono stati i risultati raggiunti a favore dell’inclusione sociale; tuttavia, continuano a persistere discriminazioni causate dalle differenze di religione, sesso, cultura o dalla disabilità. Ciò, dunque, rivela che il raggiungimento di un mondo più giusto e privo di esclusioni è ancora lontano. Film come Lola and the sound piano, possono costituire un efficace strumento per educare il pubblico fin dall’infanzia e sensibilizzarlo riguardo a tematiche di tale importanza.