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‘Ciak si gira: Il Grand Tour del cinema italiano’ a Berlino

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Ieri sera all’ambasciata italiana di Berlino è cominciata la rassegna Ciak si gira: il grand tour italiano. Si inserisce nell’ottava edizione di Fare Cinema, iniziativa promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale per far conoscere la cultura e i paesaggi italiani all’estero.

La rassegna è stata organizzata grazie alla collaborazione fondamentale dell’Istituto Italiano di Cultura a Berlino, Cinecittà e Netflix 

Programma rassegna Ciak: si gira Berlino

  • L’11 giugno Il treno dei bambini, regia di Cristina Comencini (2024) e special guest Volker Schlöndorff
  • Il 13 giugno Caro diario, regia di Nanni Moretti (1993)
  • il 16 giugno Le otto montagne, regia di Felix Van Groeningen e Charlotte Vandermeersch (2022)
  • Il 18 giugno La Chimera, regia di Alice Rohrwacher (2023)
  • Il 20 giugno La grande bellezza, regia di Paolo Sorrentino (2013)
  • Il 24 giugno  Pane e tulipani, regia di Silvio Soldini (2000)
  • Il 25 giugno La stranezza, regia di Roberto Andò (2022) che sarà anche special guest
  • Il 27 giugno  Morte a Venezia, regia di Luchino Visconti (1971)

Fabrizio Bucci, ambasciatore a Berlino:

Questa piccola rassegna propone film ambientati in diverse città italiane. Non si tratta di film che parlano direttamente di queste città, ma in cui le città stesse fungono da sfondo, da cornice narrativa. È un modo indiretto per raccontare l’Italia attraverso le storie, perché il cinema è la macchina dei sogni e possiede questa straordinaria capacità di mostrarci vicende piccole e grandi, banali o originali, che sono sempre rappresentazioni potenti della nostra vita e dei luoghi in cui viviamo.

Abbiamo quindi pensato di mettere insieme questi film per condurre il pubblico in un viaggio ideale attraverso l’Italia, raccontando storie. Del resto, il racconto di viaggio è una tradizione antichissima: basti pensare ai grandi autori, dalla Grecia in poi, fino ad arrivare a tempi relativamente più recenti, come Goethe con il suo Viaggio in Italia. Anche lui raccontava storie, storie di luoghi. Poi è arrivato il cinema, e anche con il cinema possiamo raccontare tante storie italiane che sono però, al tempo stesso, storie universali, storie di città. Questo è un po’ il filo conduttore che abbiamo voluto creare con questa rassegna.

L’ambasciatore ha spiegato anche la motivazione dietro la scelta di organizzare la rassegna all’aperto, nel giardino dell’ambasciata:

L’idea nasce da una riflessione: questo è un edificio molto bello, grande, imponente, un contenitore meraviglioso… ma va riempito di contenuti. È questo l’obiettivo che mi sono posto fin da subito: iniettare un po’ di vita, di energia, in un luogo tanto affascinante. Serve movimento, arte, cultura, vitalità. Ed è questo il percorso che stiamo portando avanti.

Mi piacerebbe che l’ambasciata diventasse un punto di incontro, un luogo dove la gente viene, prende un aperitivo, fa due chiacchiere… e magari guarda anche un film. Questo è il mio obiettivo, anzi il nostro obiettivo, perché credo che stare insieme, comunicare, socializzare sia l’essenza della natura umana.

Questo spazio si presta molto bene ad accogliere. Anche la forma stessa dell’ambasciata lo suggerisce: se guardate la pianta dell’edificio, ricorda un ferro di cavallo, che mima un grande abbraccio — un po’ come il Colonnato di San Pietro. È il luogo ideale per accogliere, per stare insieme, per condividere.

Perché no? Venire qui anche solo per vedere un bel film. Io, poi, sono di Roma, e per me l’estate romana significa due cose: andare in giro in Vespa la sera tardi — e questo anticipa un po’ il prossimo film in programma, Caro Diario, che è proprio un viaggio notturno in Vespa — e l’altra cosa è il cinema all’aperto.

Roma è piena di arene, di cinema all’aperto. Non c’è niente di più bello che guardare un bel film in una bella piazza, anche se fa un po’ caldo… Per me, l’estate è questo: Roma, la Vespa, il cinema. La mia adolescenza.

Allora mi sono detto: perché non fare la stessa cosa qui a Berlino? Da qui è nata l’idea di aprire l’ambasciata, di aprire il cortile, per farne uno spazio di cinema.

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