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Tornare all’ anormalità: in streaming anteprima assoluta del documentario

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Da sabato​ 30 gennaio, in​ anteprima assoluta, sarà visibile in tutto il mondo sulla piattaforma streaming​ Streeen.org il documentario collettivo​ Tornare all’anormalità (più complesso di un virus). Gli autori e le autrici del film devolveranno il ricavato del film a​ EMERGENCY ONG ONLUS.

Il film, frutto del lavoro indipendente di nove documentaristi da otto Paesi del mondo, racconta le contraddizioni sociali che, preesistenti al Covid-19, sono esplose con la pandemia. Le disuguaglianze economiche, le ingiustizie sociali, l’aumento della violenza domestica, il diritto alla salute negato.​

Problemi esacerbati dalle conseguenze dell’emergenza sanitaria, ma insiti in un sistema che ci accomuna tutti, nessuno escluso, da un estremo all’altro della Terra.

Dà voce, così, agli indigeni del Brasile sotto attacco di Bolsonaro, agli operai delle fabbriche costretti ad esporsi al contagio, ai disoccupati e ai familiari di chi non può permettersi un trasporto in ospedale o una sepoltura dignitosa, alle donne vittime di femminicidio, in aumento durante il lockdown, a chi non teme il Covid perché già segnato dalla paura, dalla morte e dalla povertà.

C’è un panorama apocalittico, una visione macabra, una follia diffusa, che si stende come un velo sul nostro pianeta. Si trova sotto infinite vetrine e insegne luminose. Da più parti grida strazianti, diritti negati da argomenti difficili da sostenere, dignità soffocate. […]” (Dalle note di regia).

Trama

Partendo dall’Ecuador, il documentario racconta il dramma dei morti di Covid, abbandonati in strada e di chi non ha potuto dare ai propri familiari una degna sepoltura.

In Colombia Rosa e Fredy vivono in uno dei quartieri più poveri di Medellín; non temono il Covid, perché per loro la morte, la paura, il chiudersi in casa sono una realtà già conosciuta.

E ancora, una riflessione sulla necessità di stare in movimento ci porta in viaggio per il mondo, a partire da un luogo tristemente privilegiato: la Cina nei primi giorni della pandemia.

Attraversando l’Italia, il documentario dà voce agli operai delle fabbriche, costretti a esporsi al contagio durante il lockdown; dalla Spagna racconta la fine dell’idea di cura in famiglia per gli anziani e il business delle case di riposo. In Idaho, negli Stati Uniti, incontriamo un fiero sostenitore del possesso di armi appartenente alla destra americana; mentre in Brasile gli indigeni vengono accusati da Bolsonaro di essere loro stessi gli autori degli incendi della Foresta Amazzonica.

Infine dal Messico, segnato dalla ferita sempre più profonda del femminicidio: un elenco di nomi, di date e di luoghi che raccontano il dolore di donne e bambine uccise durante il lockdown.

Documentario di

 

Priscilla Aguirre (Ecuador), Raíssa Dourado (Brasile), Diana Maria González (Messico), Paulina Gutiérrez (Cile),
Lukas Jaramillo e Juan Pablo Patiño (Colombia), Xabier Ortiz De Urbina (Spagna),
Andrés Rico (Stati Uniti), Stefano Virgilio Cipressi (Italia)

Produzione esecutiva di

 

Fujakkà – sostegno al cinema indipendente
Immagini da finis terrae

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