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INDIPENDENTI ITALIANI

All human rights for all

Realizzare un film collettivo no-profit sui diritti umani, coinvolgendo circa 800 persone fra i professionisti di tutte le categorie del cinema italiano, non era certo impresa facile. “Quello che mi colpisce è la buona riuscita di questo lavoro – dichiara Daniele Luchetti, uno dei trenta registi che hanno collaborato gratuitamente al progetto -. L’importanza del tema da sola non bastava perchè esiste anche un diritto dello spettatore a una visione di qualità”.

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Realizzare un film collettivo no-profit sui diritti umani, coinvolgendo circa 800 persone fra i professionisti di tutte le categorie del cinema italiano, non era certo impresa facile. “Quello che mi colpisce è la buona riuscita di questo lavoro – dichiara Daniele Luchetti, uno dei trenta registi che hanno collaborato gratuitamente al progetto -. L’importanza del tema da sola non bastava perchè esiste anche un diritto dello spettatore a una visione di qualità”. La pellicola è composta da trenta storie della durata di 3 minuti ciascuna, ispirate agli altrettanti articoli della Dichiarazione Universale che sessant’anni fa fu promulgata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite (ONU).

Si parte dalle strade delle nostre città, con il pianto di un neonato che sembra provenire da un cassonetto dell’immondizia e le grida di una giovane donna (Anita Caprioli), costretta a prostituirsi. Poi, si entra all’interno di una casa, di una fabbrica, di un tribunale, di un ufficio immigrazione, e si prosegue fino ad un villaggio di un paese del Terzo Mondo e al carcere di una dittatura totalitaria. Un percorso che coinvolge tutti, nessuno escluso, nella necessità di comprendere il significato attuale dei diritti umani per tenere sempre alta la guardia contro ciò che li minaccia.

Non manca l’ironia, soprattutto nel brillante cortometraggio di Giovanni Veronesi, dove un uomo (Rocco Papaleo), esasperato da problemi coniugali, inveisce contro lo stato perchè difenda il suo diritto alla famiglia. (In fotografia, una scena del cortometraggio di Claudio Camarca).

Lucilla Colonna

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