Stasera in tv su Iris alle 21 Sapore di mare, i favolosi anni ’60 raccontati dai Vanzina

Il campo - controcampo con gli sguardi malinconici e commossi di Jerry Calà e Marina Suma che si incontrano dopo tanti anni costituisce, probabilmente, l'apice della cinematografia dei fratelli Vanzina. Sapore di mare è diventato negli anni un classico: un affresco sincero di un'epoca ancora piena di speranze

  • Anno: 1981
  • Durata: 98'
  • Genere: Commedia
  • Nazionalita: Italia
  • Regia: Carlo Vanzina

Stasera in tv su Iris alle 21 Sapore di mare, un film commedia del 1983 diretto dal regista Carlo Vanzina e interpretato da Jerry Calà, Marina Suma, Christian De Sica e Virna Lisi. Le riprese del film si svolsero parte in Versilia, precisamente a Forte dei Marmi negli stabilimenti balneari Marechiaro e Dalmazia vicino alla Capannina di Franceschi, e parte nel litorale laziale ad Ostia e Fregene. Il film uscì nelle sale cinematografiche italiane il 17 Febbraio 1983 e fu un successo al botteghino con dieci miliardi di incasso. Virna Lisi per la sua interpretazione vinse un David di Donatello e un Nastro d’Argento. Con Jerry Calà, Marina Suma, Christian De Sica, Isabella Ferrari, Karina Huff, Angelo Cannavacciuolo, Virna Lisi, Ugo Bologna, Gianfranco Barra, Guido Nicheli.

Sinossi
Durante l’estate del 1964 si intrecciano sulle spiagge della Versilia le vicende che coinvolgono un gruppo di giovani villeggianti. I protagonisti sono Paolo e Marina, due fratelli napoletani, e Luca e Felicino, milanesi ricchi e viziati. Tra racconti di mirabolanti avventure amorose e pettegolezzi di ogni genere, nascono anche (pochi) sentimenti veri. Marina si innamora di Luca, mentre Paolo si incapriccia della bella Susan, una straniera che però gli preferisce il vacuo Felicino. Anche altri villeggianti non più giovanissimi si mettono in cerca di avventure. Poi l’estate finisce. I ragazzi, ormai cresciuti e inseriti nella società, si ritrovano casualmente vent’anni dopo nello stesso luogo: è l’occasione per fare i conti con quanto è rimasto delle ormai lontane promesse; una sola è stata mantenuta, per tutte le altre cose resta solo l’amaro ricordo.

All’origine del miglior film dei fratelli Vanzina c’è l’autobiografia, o per meglio dire l’autoritratto. Naturalmente che guarda al passato, alle interminabili e rapidissime villeggiature estive dei rampolli borghesi, più I Delfini di Maselli e La voglia matta di Salce che I Vitelloni di Fellini o I leoni al sole di Caprioli. Cinema sincero nella sua ruffiana dimestichezza con la materia, è l’amarcord affettuoso di chi, pur non rinunciando a qualche cedimento alla grossolanità commerciale ed affidandosi eccessivamente a una voce narrante che sovente spiega l’ovvio e il superfluo, prova a tracciare il bilancio di una generazione annoiata e divertita, troppo grande per aspettare la contestazione e troppo piccola per vantare un reale credito con la sofferenza del dopoguerra. Negli anni è diventato un classico per almeno due fattori: il revival nostalgico che si muove tra un’antologia musicale incisiva e gli anacronismi didascalici ma efficaci e un cast raramente così ispirato. Su tutti domina la scena la signora Robinson dei Parioli, una Virna Lisi splendida che condensa in qualche battuta tutta l’inadeguatezza delle quarantenni che non sanno che strada prendere, con un finale vent’anni dopo di rara malinconia. Il finale negli anni Ottanta è l’apice assoluto della carriera di Carlo Vanzina.

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Utlima modifica: 16 Settembre, 2019



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