Strike, lo spettacolo teatrale scritto e interpretato da Gabriele Berti, Giovanni Nasta e Diego Tricarico, al Teatro Cometa Off di Roma

Strike, in scena al Teatro Cometa Off di Testaccio, quartiere romano di spicco culturale, è uno spettacolo sincero e brillante. Il testo alterna momenti esilaranti ad altri di riflessione, ironizza ed enfatizza la solitudine, lo stress, la paura e la dipendenza attraverso la bravura sorprendente dei tre giovanissimi attori

Andare a teatro vuol dire avere fiducia, ritornare alla scoperta, direzionarsi verso una ricerca che porta a qualcosa, spesso cosa non si sa, ma quel che è certo è che prima o poi la risposta arriva. Questo è il teatro: immediato, diretto e libero. E così è anche lo spettacolo teatrale scritto e interpretato da Gabriele Berti, Giovanni Nasta e Diego Tricarico: Strike, in scena al Teatro Cometa Off di Testaccio, quartiere romano di spicco culturale, è uno spettacolo sincero e brillante. Il testo alterna momenti esilaranti ad altri di riflessione, ironizza ed enfatizza la solitudine, lo stress, la paura e la dipendenza attraverso la bravura sorprendente dei tre giovanissimi attori, i quali, grazie alla regia di Gianni Corsi e sotto la direzione artistica di Massimiliano Bruno, riescono a creare con estrema precisione e minuziosa attenzione una perfetta macchina in cui i millesimi di secondo sono determinanti alla riuscita dello spettacolo.

A prevalere è, primo fra tutti, il testo. La struttura drammaturgica si rende protagonista assoluta, i dialoghi, ben scritti, reggono il gioco già a una prima lettura fatta a tavolino. A dare loro voce e spessore sono gli attori, abili interpreti di situazioni tragicomiche nonché propagatori di emozioni. Viene lanciato il messaggio fondamentale dell’ascolto, prima di tutto, e di un’amicizia che nasce unitamente a tre ragazzi completamenti diversi tra loro, ognuno con il proprio percorso, il proprio dramma e il proprio vissuto. Lo spettatore, insieme ai personaggi, è invitato a entrare all’interno di un abbacchiato cortile di un centro di recupero: la scritta luminosa, parte della scenografia, ci dice chiaramente che siamo al SERT, il Servizio per le Tossicodipendenze. Un giovane ragazzo, Dante (Gabriele Berti), prossimo alla laurea in psicologia, svolge lì il suo tirocinio formativo; costretto anche lui in questo ricovero coatto, trova conforto in Pietro (Giovanni Nasta), obbligato a frequentare quel posto per aver commesso una bravata. L’arrivo di Tiziano (Diego Tricarico), un ragazzo misterioso e con seri problemi da risolvere, porta i due a compiere un processo di autoanalisi e di ascolto verso il prossimo, imparando a conoscersi, per arrivare a stringere, poi, un legame indissolubile.

Strike è una metafora utilizzata più volte all’interno dello spettacolo, con il quale si vuole sollecitare ad assumere un atteggiamento vincente: prendi la mira, lancia la palla e fai strike, non puoi fare altrimenti. Numerosi sono i riferimenti alla società e alle problematiche a essa legate: la mancata comunicazione tra genitori e figli, gli amori malati, generatori di altrettante dipendenze, la problematica del lavoro, la scarsa fiducia in se stessi, il voler essere ma non sapere come e perché. Ugualmente numerosi sono i riferimenti letterari e culturali che i personaggi tirano fuori, passando da citazioni storiche di pellicole cinematografiche a mettere in scena delle vere e proprie performances canore. I continui applausi a scena aperta confermano la qualità attoriale e rassicurano una professione che ha sempre bisogno di pubblico.

Dal 18 al 23 Dicembre al Teatro Cometa Off
Roma, Via Luca della Robbia 47 (Testaccio)
Telefono: 06.57284637
Dal martedì al venerdì: dalle ore 15:00 a inizio spettacolo
Sabato e domenica: dalle ore 16:00 a inizio spettacolo Lunedì: riposo

Utlima modifica: 21 dicembre, 2018



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