La seconda stagione di “Game of Thrones” ha confermato il successo e il gradimento di pubblico che si era manifestato fin dagli episodi iniziali della prima annata
La seconda stagione di Game of Thrones, meglio conosciuto in Italia come Il Trono di Spade, ha confermato il successo e il gradimento di pubblico che si era manifestato fin dagli episodi iniziali della prima annata. Il canale televisivo statunitense HBO, produttore di svariate serie di culto come Boardwalk Empire e The Wire, ha così annunciato la messa in cantiere di una terza stagione ed è facile prevedere che si possa andare avanti per diverse annate se l’interesse del pubblico si manterrà così alto. Infatti, come molti sanno, la serie è tratta da Cronache del ghiaccio e del fuoco, il ciclo di romanzi fantasy scritti da George RaymondRichard Martin, che ha da tempo dichiarato che saranno necessari almeno sette volumi, di cui attualmente ne sono stati pubblicati quattro, per portare a termine l’intera storia che ha sedotto milioni di fan in tutto il mondo. L’intenzione di David Benioff e D.B. Weiss, autori e sceneggiatori della serie, è dunque quella di coprire un romanzo per stagione, arrivando così a concepire e produrre sette annate.
Il debutto di Game of Thrones, con i primi due episodi diretti magistralmente da Tim Van Patten, uno degli autori di punta della serialità americana, è stato semplicemente folgorante. Un mix, crudo ed eccessivo, di violenza e sesso in un contesto fantasy epico che ha stregato il pubblico e ha affascinato la critica. I primi episodi della seconda stagione sono invece assai diversi e presentano un ritmo e un patos attenuati rispetto all’andamento della prima annata. Non poteva essere altrimenti, a causa dell’ingresso in scena di numerosi personaggi nuovi e di una moltitudine d’ambientazioni estranee alla stagione precedente. Gli autori si prendono tutto il tempo necessario per caratterizzare al meglio i nuovi personaggi senza trascurare il complesso sviluppo degli intrecci narrativi che vede il moltiplicarsi dei pretendenti all’ambito trono di spade. Sono i dialoghi, acuminati e taglienti come lame affilate, a farla da padrone nella prima parte di questa seconda stagione. Dal sesto episodio invece i toni iniziano a cambiare, si entra nel vivo degli eventi e il ritmo si fa più teso e concitato. Dopo averci introdotto e fatto metabolizzare in modo sapiente luoghi e caratteri inediti, gli autori della serie ci conducono a grande velocità verso un finale di stagione epico e cruento che ha il suo apice nella penultima puntata. Per la realizzazione del nono episodio intitolato Blackwater, David Benioff e D.B. Weiss hanno chiamano direttamente Martin, lo scrittore dei romanzi che aveva già sceneggiato l’ottava puntata della prima annata.  Come regista invece hanno scritturato nientedimeno che l’inglese Neil Marshall, al suo debutto nella produzione seriale dopo aver diretto pellicole horror come Dog Soldiers  e The Descent e il recente Centurion, action storico interpretato dal lanciatissimo Michael Fassbender.