A partire dalle 16 di venerdì 24 luglio, il festival Premio Ruggero Maccari entra nella fase conclusiva del suo viaggio a Cetona. Il percorso cinematografico ha visto le pellicole protagoniste di numerosi appuntamenti e incontri, accompagnando il pubblico verso nuove rotte.
Il programma di venerdì 24 luglio
La prima tappa approda a Casa Bianchini Balestrieri per la proiezione del film Misericordia di Emma Dante, con ospite speciale la direttrice della fotografia Clarissa Cappellani. La pellicola trasporta il pubblico in Sicilia, quel fiore di loto capace di custodire storie e atmosfere sospese nel tempo che sembra non passare mai.
Prossima destinazione è la Toscana punk di Margini di Niccolò Falsetti (in piazza Garibaldi alle ore 21.00), il quale apre la serata insieme allo sceneggiatore Tommaso Renzoni. Il film del 2022 narra della punk band Wait for Nothing, in un viaggio al contrario che porta i suoi componenti al confronto con la loro provenienza provinciale e il tentativo disperato di salvare il loro “big break” nella musica dal vivo.
I cortometraggi, anteprima di tutto
Ad anticipare ogni proiezione ci sono cortometraggi come Jeanne, petite bergère, di Maria Giménez Cavallo. Il corto di 11 minuti nato dall’incontro della regista e una pastorella francese di quattro anni che trascorre le sue giornate tra capre e pecore insieme al padre. Altro corto da non perdere è Tieni il tempo di Mauro Bile, incentrato sull’assurdo dilemma del ballo in un contesto di profonda riverenza quale un funerale.
La fine del viaggio
Il viaggio attraverso il cinema d’autore termina sabato 25 luglio con la premiazione dei tre vincitori assoluti del concorso di sceneggiatura e il momento più atteso dell’intero festival: il conferimento del Premio Ruggero Maccari alla Carriera al regista Saverio Costanzo. Il riconoscimento celebra la sua essenza di storyteller e il suo coraggio di passare da generi cinematografici alla serialità.
A sancire il tutto è la proiezione dell’ultimo film del festival: Finalmente l’alba. Ambientato nella Roma degli anni Cinquanta, il film accompagna lo spettatore dietro le quinte di Cinecittà, nel cuore di quella “Hollywood sul Tevere” animata da grandi produzioni, divi internazionali e atmosfere fuori dal tempo. Al centro della narrazione c’è Mimosa, una giovane ragazza di periferia che, arrivata sul set di un kolossal storico egizio come semplice comparsa, si trova immersa in un universo fatto di illusioni, eccessi e contraddizioni. Tra feste sfrenate, protagonisti del cinema americano e vicende oscure della cronaca dell’epoca, il film costruisce una riflessione sul cinema come luogo di sogni e ombre. Un viaggio che riporta idealmente agli anni in cui Ruggero Maccari, tra Roma e Cetona, dava forma alle sue celebri sceneggiature.