FESTIVAL DI CINEMA

Sicani Cinema Experience svela la selezione ufficiale della terza edizione

I cortometraggi selezionati per i due concorsi della manifestazione.

Published

on

Dopo la presentazione del programma della terza edizione, in programma dal 5 al 7 agosto 2026 nel centro storico di Cammarata (via Roma 44), il Sicani Cinema Experience annuncia i cortometraggi selezionati per i due concorsi della manifestazione: Sicani Short, competizione principale del festival, e Sicani Off, nuova sezione dedicata alla ricerca audiovisiva e ai linguaggi più indipendenti.

Le due sezioni della terza edizione si sviluppano attorno al tema del Tempo, inteso come spazio di trasformazione, memoria e cambiamento. I cortometraggi selezionati raccontano passaggi decisivi dell’esistenza: il confronto con il passato, la costruzione dell’identità, la trasformazione del corpo e dello sguardo, il rapporto tra individuo e società.

Sicani Short

Il concorso principale raccoglie otto opere che esplorano il tempo nelle sue diverse forme: quello dei ricordi che ritornano, delle identità che cambiano, delle relazioni che si trasformano e delle persone che cercano un nuovo equilibrio dentro il presente.

Ad aprire la selezione è Joy Jelly di Danilo Merafina, un racconto sul rapporto complesso con la memoria e con ciò che lasciamo alle spalle. Rebecca, dopo quindici anni dall’ultima volta, decide di tornare nella casa dei genitori: un viaggio in cui nostalgia e ossessione si intrecciano, mettendo in discussione il confine tra il desiderio di recuperare il passato e la necessità di andare avanti.

Segue Di notte di Anouk Chambaz, dove il tempo assume una dimensione sospesa e quasi onirica. Durante una notte in montagna, il viaggio solitario di un’automobile e una misteriosa ninna nanna trasformano il paesaggio in uno spazio di attesa e memoria.

Non finisce qui al Sicani Cinema Experience

In We Are Animals di Lorenzo Pallotta, il cambiamento prende la forma di una metamorfosi. Un uomo si trasforma in un animale e attraverso questa trasformazione affronta emozioni, paure e contraddizioni profonde, in un racconto che riflette sul rapporto tra identità, potere, violenza e giudizio sociale.

Normal di Lara Panah-Izadi racconta invece il tempo interiore di un uomo ipersensibile, costretto a confrontarsi con la forza delle proprie emozioni. Nel tentativo di proteggersi dalla sofferenza rischia di allontanarsi proprio dalle esperienze capaci di dare senso alla sua vita.

Il tema dell’identità e della trasformazione attraversa anche Marina di Paoli De Luca, che segue una giovane donna a un anno dall’inizio della sua transizione di genere. Durante un’estate trascorsa con l’amica Camilla, Marina affronta il rapporto con il proprio corpo, con lo sguardo degli altri e con le fragilità che mettono alla prova sé stessa e i legami costruiti nel tempo.

Inoltre,

Con Cul-de-sac! di Clyde Gates e Gabriel Sanson, il tempo diventa invece una condizione di attesa e immobilità. In un universo distopico, angeli invisibili agli esseri umani sono costretti a dare vita alle macchine fino a quando un blackout apre una possibilità di cambiamento e di fuga dal sistema.

Jamais la nuit di Alberto Mangiapane e Chiara Napoleoni affronta il tempo della separazione e della memoria. Nei momenti che precedono l’addio tra Gaspar e Jeanne, il ricordo diventa un tentativo di trattenere qualcosa che sta per scomparire, tra nostalgia, rimpianto e la consapevolezza di una nuova vita in arrivo.

Chiude il concorso Je croyais que la vie était un poème di Felix Herrmann, un racconto sul tempo della maternità e della trasformazione personale. Una madre affronta da sola i primi mesi con il proprio bambino e, attraverso un incontro inatteso, scopre una nuova forma di relazione e complicità.

Sicani Off

La nuova sezione Sicani Off amplia il percorso del festival attraverso opere che spingono il linguaggio cinematografico verso territori più sperimentali, interrogando il rapporto tra memoria, identità, tecnologia e natura.

Ad aprire la sezione è Trading Cards di Radheya Jang, un viaggio nel passato attraverso il ritorno simbolico all’infanzia. Un uomo misterioso cerca il proprio sé più giovane, trasformando il ricordo delle figurine collezionate da bambino in una riflessione sull’identità, sulla salute mentale e sulla perdita dell’innocenza.

Segue Room 174 di Maria Bernardi, dove il tempo personale dell’autrice, conservato nell’archivio digitale di notti insonni, incontra le possibilità dell’intelligenza artificiale. Un viaggio sospeso tra umano e artificiale, presenza e assenza, in cui anche il concetto stesso di identità viene messo in discussione.

Il silenzio dei melograni di Clara Baj porta il tema della memoria nella dimensione collettiva. Attraverso una prospettiva poetica e sperimentale, il film dà voce alla questione dell’aborto in Calabria e alle disuguaglianze ancora presenti nell’accesso ai diritti riproduttivi.

Chiude la selezione Atlas di Roberto Salvaggio, un viaggio attraverso il tempo più ampio della storia umana e del pianeta. Dalla nascita alla distruzione, dalla dimensione cosmica alle conseguenze dell’azione dell’uomo sulla natura, il film racconta un ciclo in cui la Terra torna infine alla propria origine.

Exit mobile version