Locarno Film Festival

Locarno Film Festival 2026, un cartellone che celebra la diversità delle espressioni umane

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Il tempo dell’attesa è finito: il Locarno Film Festival ha annunciato oggi i protagonisti della sua 79esima edizione, in programma dal 5 al 15 agosto, con un cartellone che conferma ancora una volta la vocazione della manifestazione svizzera a essere uno degli spazi più aperti alle voci, alle culture e alle realtà del mondo contemporaneo.

Come sottolineato dalla direzione artistica di Giona Nazzaro e dalla presidente Maja Hoffmann, quella del 2026 sarà un’edizione dedicata alla molteplicità delle forme espressive dell’essere umano, un viaggio attraverso differenze geografiche, emotive e sociali che trovano nel cinema il loro punto d’incontro.

Locarno78, Piazza Grande by night, August 2025

Ci attende un lungo resoconto di tutto ciò che è stato presentato oggi durante la conferenza stampa, ma per i più impazienti ecco già un primo assaggio di quello che sarà il Locarno Film Festival 2026.

Due saranno i film italiani in competizione per il Pardo d’oro, con volti conosciuti e nuove storie pronte a sorprendere. In Piazza Grande ritroveremo quelle opere capaci di ricordarci perché, anche sotto la pioggia di una sera d’estate, migliaia di spettatori continuano a riunirsi davanti al grande schermo: grandi autori, grandi storie e viaggi attraverso i confini geografici ed emotivi dell’esperienza umana.

Fuori concorso arriverà inoltre Albert Serra, con un’anteprima mondiale destinata ad attirare l’attenzione degli appassionati, mentre numerosi saranno i riconoscimenti assegnati durante la manifestazione ai protagonisti più importanti del cinema contemporaneo.

Ma entriamo nel dettaglio.

Piazza Grande, un viaggio oltre i confini

A partire dalla Piazza Grande, il programma attraversa territori e sensibilità molto diverse. Tra i titoli annunciati figurano opere che affrontano la migrazione e il concetto di confine, inteso ben oltre la sua dimensione geografica, come Les Yeux Verts di Fanny Liatard e Jérémy Trouilh e Il Cileno di Sergio Castro-San Martín.

Grande attenzione anche alle barriere emotive e ai rapporti umani, con Armony di Dario Albertini, nuova opera italiana dedicata alle fragilità individuali, Demain je tombe amoureux di Martin Provost e The Invite di Olivia Wilde, titolo già capace di suscitare interesse internazionale dopo il debutto al Sundance Film Festival, e che vedrà la presenza della regista in Piazza Grande.

Sempre sul terreno della commedia e delle relazioni, sarà presentato Ni vue, ni connue di Marc Fitoussi, con protagoniste Isabelle Huppert e Sandrine Kiberlain.

Il programma della Piazza Grande guarda inoltre alle barriere istituzionali e sociali, con Frank & Louis, prima opera in lingua inglese della regista svizzera Petra Volpe, ambientato nell’ambiente carcerario. A questa si aggiungono Down the Arm of God, che racconta la lotta per aiutare le persone senza dimora contro la diffidenza di una comunità chiusa, e Congo Boy di Rafiki Fariala.

Non mancherà poi la dimensione più sospesa e immaginifica del cinema, rappresentata da Ich ist ein Anderer di Felix Randau e Paper Tiger di James Gray, film particolarmente atteso anche per la presenza di un cast internazionale: tra gli altri, Adam Driver, Scarlett Johansson e Miles Teller.

Le grandi visioni sotto le stelle

Come sempre, però, la magia di Locarno passa anche dalle proiezioni notturne in Piazza Grande, appuntamenti capaci di riunire migliaia di spettatori davanti a opere che hanno segnato la storia del cinema.

Quest’anno il pubblico potrà rivedere Wild at Heart di David Lynch, seguito da un restauro recentemente realizzato di Dances with Wolves, film che ha avvicinato intere generazioni alla passione per il grande schermo. A completare il programma ci sarà inoltre Taxi Driver di Martin Scorsese, un altro titolo fondamentale che conferma il rapporto speciale tra Locarno e i grandi classici della settima arte.

Il Concorso Internazionale

La sezione più attesa resta naturalmente il Concorso Internazionale, dove anche quest’anno emergono sguardi molto diversi accomunati dalla volontà di raccontare la complessità dell’esperienza umana.

Il cinema italiano sarà rappresentato da Alberi erranti di Salvatore Mereu, film d’apertura della competizione e prima opera in lungometraggio del regista dopo il cortometraggio Su cane est su miu, presentato nella precedente edizione del festival. In concorso anche Ketticé di Giovanni Tortorici, con Monica Bellucci e prodotto da Luca Guadagnino.

Tra i titoli più attesi troviamo Nowhere to Lay My Eyes del regista coreano Hong Sang-soo, autore amatissimo dal pubblico cinefilo e nuovamente affiancato dalla sua compagna e interprete di riferimento Kim Min-hee. Grande curiosità anche per Objet a di Ann Oren, seconda opera della regista dopo il sorprendente Piaffe, presentato proprio a Locarno, così come per Brave New Love di Maria Bäck e Lejos de los arboles di Meritxell Colell Aparicio, film che sembra incarnare perfettamente lo spirito più radicale e personale del cinema del festival.

 

Cinema popolare e ricerca autoriale

Ampio spazio anche ai temi dell’appartenenza e della disillusione politica, con Nu e locul tau aici (You Don’t Belong Here) di Florin Șerban, storia di un padre alle prese con una dolorosa scoperta sul proprio figlio, D’ici là di Sarah Leonor, seconda opera della regista francese in competizione a Locarno dopo Au voleur del 2009, Rehmat di Gurvinder Singh e O Jacaré di Basil Da Cunha.

Infine, il concorso esplora territori più misteriosi e interiori, dove il corpo diventa luogo di conflitto, trasformazione e immaginazione. Manhunt di Wayne Wapeemukwa racconta una generazione segnata dalla violenza trasformata in gioco, mentre I Rarely Wake Up Dreaming di Isabelle Stever affronta la ricerca della parità di genere in un contesto segnato da tensioni militari.

Completano la selezione Nobody’s Violence di Denis Côté, il vietnamita Hearing (Thính Giác) di Lê Bảo, A Margem do Rio (The Riverbank) di Matheus Farias e Enock Carvalho, thriller ambientato negli incontri notturni di uomini sulle rive di un fiume, The House on the Moon di Nelson Yeo e il fantasy Princesa Burro (Donkey Princess) di Cristóbal León e Joaquín Cociña.

Ancora una volta, Locarno sembra confermare la propria identità di festival capace di mettere insieme cinema popolare e ricerca d’autore, memoria e futuro, realtà e immaginazione, attraverso una selezione che racconta la varietà infinita delle esperienze umane.

Cineasti del Presente

I Cineasti del Presente rappresenta la sezione più sperimentale del Locarno Film Festival, con quindici opere capaci di esplorare forme cinematografiche molto diverse tra loro, accomunate da un forte legame con i territori d’origine e con i contesti politici e sociali che le attraversano.

Ad aprire la sezione sarà At Night di Beatrice Gibson, film che introduce un programma particolarmente attento alla ricerca di nuovi linguaggi, seguito da opere provenienti da realtà e sensibilità differenti come Demony di Natalka Vorozhbyt, Destroy All Girls di Erin Vassilopoulos, Ego Reach We All di Amartei Armar e Hanabi (Fire Flower) di Ana Vaz.

Tra i titoli più interessanti troviamo inoltre L’estive (Summer Meadow) di Naël Khleifi, La ilusión de un verano sin fin (The Illusion of an Everlasting Summer) di Alessandra Sanguinetti e Los días libres (The Days Off) di Lucila Mariani.

Completano il programma Magic Atlas di SUN Xun, Morgen vor langer Zeit (Tomorrow a Long Time Ago) di Luise Donschen, Revolutionaries Never Die di Mohanad Yaqubi, September Afternoon di Nicolaas Schmidt, Small Talk di Mateo Ybarra, Tear Gas di Uta Beria e Todos mis viajes son viajes de regreso (In All My Journeys I Am Returning) di Manuel Ponce de León.

Una selezione dedicata al cinema più libero e radicale, caratterizzato da voci emergenti capaci di mettere in discussione ciò che le circonda, abbattendo confini e interrogando ogni forma di certezza.

I Fuori Concorso

Come raccontato da Giona Nazzaro, le opere fuori concorso rappresentano uno spazio di libertà all’interno del festival, una possibilità di giocare con le forme cinematografiche e con gli autori più diversi tra loro. A Locarno arriverà Albert Serra con Seize moments de ma vie, presentato in anteprima mondiale, mentre il cinema italiano sarà protagonista con Marco Bellocchio: La porta della Realtà di Fabio Lovino, ritratto dedicato allo sguardo e al percorso di uno dei più importanti autori del nostro cinema.

Completano la selezione opere molto diverse per provenienza e linguaggio, da Roma elastica di Bertrand Mandico a Ah que le bonheur est proche! (Happiness Is So Close!) di François-Christophe Marzal, passando per Übergang (Transition) di Peter Badel, Atcha Atcha di Mamadou Dia e BAKMA di Abdelhamid Bouchnak.

Il programma comprende inoltre Bloody Tennis di Nikias Chryssos, Bruton di Vincent Grashaw, Der Engelmacher (The Angel Maker) di Marina Klauser, Guerrilha no Asfalto di Edgar Pêra, Sundown di Rebekah McKendry e Tombe des Rêves di F.J. Ossang.

Le altre sezioni, nuovi territori da esplorare

Il viaggio attraverso le sezioni del festival continua con i Pardi di Domani, spazio dedicato ai cortometraggi e ai nuovi talenti.

Nel Concorso Internazionale sarà presente l’Italia con Mutrion di Marco Cavazzin, mentre nel Concorso d’Autore tornerà Ben Rivers con The Wind, One Brilliant Day, affiancato dal ritorno di Caroline Poggi e Jonathan Vinel con The Blessing, Shi Hou (Already Happened) di Hao Zhou, Et si Thuy n’existait pas (And if Thuy Didn’t Exist) di Carlo Francisco Manatad e The God That Destroys di Jyoti Mistry.

Le opere della sezione Open Doors saranno dedicate alla scoperta di 42 Paesi del continente africano, mentre la Semaine de la Critique proporrà sette film provenienti da sei Paesi diversi. Anche Locarno Kids rinnoverà il proprio sguardo sul cinema per le nuove generazioni, con il film italiano L’estate che finì due volte di Matteo Incollu e lo svizzero-italiano Cercatori d’angeli di Leopoldo Pescatore.

Come ogni anno, il festival si presenta ricco e variegato, con una proposta talmente ampia da rendere difficile la scelta della sala in cui entrare. Per i più curiosi e intrepidi, però, lasciarsi guidare dall’istinto e immergersi nel programma senza troppe anticipazioni potrebbe essere il modo migliore per scoprire sorprese inattese.

Locarno Film Festival 2026, segnatevi le date: dal 5 al 15 agosto.

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