A quasi cinquant’anni dalla sua uscita, La casa dalle finestre che ridono torna nelle sale italiane in una versione restaurata in 4K. Il celebre film diretto da Pupi Avati, considerato uno dei massimi esempi del thriller e dell’horror italiano, sarà distribuito nelle sale dal 13 luglio daCG Entertainment, in collaborazione con Cat People, nell’ambito delle celebrazioni per il suo 50° anniversario.
In attesa del ritorno sul grande schermo, è stato diffuso il nuovo trailer ufficiale, che anticipa il fascino inquietante di un’opera diventata un autentico cult del cinema di genere.
Il restauro in 4K del capolavoro di Pupi Avati
Per celebrare il cinquantesimo anniversario del film, La casa dalle finestre che ridono ha subito un accurato restauro in 4K, realizzato da SND e dalla Cineteca di Bologna presso il laboratorio L’Immagine Ritrovata, utilizzando i negativi originali messi a disposizione da ACEK.
Il restauro restituisce tutta la forza visiva dell’opera, valorizzandone la fotografia, le atmosfere e il lavoro di messa in scena che hanno contribuito a renderla un punto di riferimento del cinema horror europeo.
La trama de La casa dalle finestre che ridono
Tra i più rappresentativi esempi del giallo all’italiana, La casa dalle finestre che ridono racconta la storia di Stefano, un giovane restauratore incaricato di recuperare un inquietante affresco raffigurante il martirio di San Sebastiano, custodito in una chiesa di un remoto paese della bassa padana.
L’opera, realizzata da un pittore morto suicida anni prima, mostra il santo sorretto da due figure femminili dall’aspetto mostruoso. Man mano che il restauro procede, Stefano si ritrova coinvolto in una spirale di misteri, omertà e omicidi, scoprendo che dietro quel dipinto si cela un oscuro segreto che l’intera comunità è pronta a difendere a qualsiasi costo.
Nel cast troviamo: Lino Capolicchio, Francesca Marciano, Gianni Cavina e Giulio Pizzirani
Un cult del gotico padano che ha influenzato il cinema horror
Ancora oggi La casa dalle finestre che ridono è considerato uno dei vertici della filmografia di Pupi Avati e uno dei film più influenti del cinema horror italiano.
Lontano dagli eccessi dello splatter, il regista costruisce un racconto fondato sull’attesa, sull’ambiguità e sulla paura che nasce dall’ordinario. La campagna emiliana diventa uno spazio sospeso tra realtà e incubo, mentre il mistero cresce scena dopo scena. Il finale è ancora oggi ricordato tra i più sconvolgenti del cinema italiano.
Molti critici hanno riconosciuto nell’opera elementi che anticipano il gusto contemporaneo per il true crime, il folk horror e persino atmosfere che anni dopo sarebbero diventate iconiche in serie come Twin Peaks.