Cactus International Children's and Youth Film Festival

‘Reading Between the Lines’: tra ciò che vediamo e immaginiamo

Quanto di ciò che crediamo di vedere è reale e quanto stiamo inventando, leggendo tra le righe?

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Quali storie, pensieri e sentimenti si nascondono dietro gli occhi e gli sguardi assorti di persone, estranei e sconosciuti, che, ogni giorno, si incontrano e incrociano, senza guardarsi, osservarsi o parlarsi? Quali storie si celano nell’indifferenza e nell’anonimato di passeggeri di tram, treni o metropolitane che, vicini, si ignorano, nascosti e immersi nei giornali che stanno leggendo? Sembrano essere questi gli interrogativi che il motion designer, illustratore e regista tedesco Jochen Rall e cui cerca di rispondere nel cortometraggio d’animazione, dai colori della pop art e dei manifesti vintage degli anni ’40, Reading Between the Lines, in concorso al Cactus International Film Festival.

Un cortometraggio che sembra trovare le risposte proprio tra le pagine, le righe e le illustrazioni di quei giornali, che, durante il viaggio, si muovono, cambiano posizione e prendono vita, rivelando emozioni,  immagini e storie inattese. E che aprono uno squarcio su mondi nascosti, in un equilibrio tra ciò che riteniamo reale, ciò che crediamo di vedere e ciò che, forse, in realtà, siamo noi stessi a creare. 

La poesia dell’incontro

È il rumore di freni e porte che si aprono, il ronzio di voci indistinte che si unisce senza mai incontrarsi, il movimento di un complesso umano, apparentemente unito, ma discorde, e tre pendolari che, da esso, si distaccano e, senza sfiorarsi, salutarsi e nemmeno guardarsi, si siedono. Partendo, vicini, ma allo stesso tempo lontani, per un viaggio, similmente breve, ma che diviene, nel mondo dell’immaginazione e in quello creato da Jochen Rall, un’avventura divertente e inattesa. In un mondo in cui, tutto, nell’incontro con l’altro, diviene possibile. 

Sono le pagine dei giornali che si trasformano e, al contrario dei rispettivi lettori e proprietari, interagiscono, tra moda, sport e treni, sovrapponendosi e fondendosi in una sinfonia visiva e ritmica in continua evoluzione. E in cui, anche lo spazio bianco, in apparenza vuoto, diviene contenitore, e attore, della storia stessa.

La sinfonia visiva della carta stampata

È in questo vuoto, bianco, che risaltano e si animano le linee, le forme e i colori delle figure che, in Reading Between the Lines, prendono vita dalla carta stampata, in una storia fatta di imprevisti, scontri e incontri ironici e umoristici. E l’estetica scelta dal regista, dominata da colori pop e stampe retrò, divengono funzionali al racconto, e al titolo e al tema stesso del cortometraggio: lo stile minimale conferito agli elementi deve in realtà unire e dare un senso all’insieme di personaggi e storie che si intersecano. 

Il cane che cammina e vive nella realtà diviene interlocutore e nemico del gatto disegnato che, dalle copertine, vagando tra le pagine e i quotidiani dei passeggeri, diviene il collante di storie e vite che, dai giornali e da e tra quelle righe, possono nascere ed esistere. 

Un cuore che attraversa e vola tra gli spazi bianchi; uno sportivo che viene catapultato tra le braccia di una modella in posa, le lettere di un articolo che, invertendosi e spostandosi, sembrano crearne uno nuovo. Tutto, mostrando inizialmente un dettaglio, un’inquadratura e una situazione archetipica, come una minaccia, una situazione romantica o un pericolo imminente, per rivelare, poi, una situazione più ampia, reale o immaginaria che sia, diversa spesso, ridicola e banale. E che sottolinea come le nostre aspettative possano, continuamente, essere ribaltate, ricorda quanto sia facile manipolare il senso di un evento ritagliandone i confini. Quante storie, mai viste, mai raccontate, possano esistere invece in ciascuno di noi e nell’incontro, possibile e reciproco. Ma, soprattutto, interroga su quanto di ciò che crediamo di vedere sia reale, e quanto invece sia creato, inventato da noi, leggendo, e immaginando, tra le righe. 

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