Shallow Ground di Jozo Schmuch è la testimonianza commovente di un amore inesauribile, in grado di resistere anche di fronte alla più grande delle tragedie. La realtà si assottiglia sotto il peso della malinconia, superando le cicatrici del passato e permettendo ricongiungimenti impossibili.
Il film è presentato in concorso per la sezione cortometraggi alla 24ª edizione dell’Ischia Film Festival.
Shallow Ground
Shallow Ground segue la surreale vicenda di Marija (Radoslava Mrkšić), un’anziana residente nella città di Vukovar. Trent’anni prima la donna aveva perso suo figlio Luka (Luka Knez), morto nel corso degli scontri che fecero da sfondo alla sanguinosa guerra d’indipendenza croata. Dopo decenni di una vita ostaggio del dolore, Marija riceve però la visita più inaspettata. Una mattina Luka ritorna, immutato nell’aspetto di giovane ventenne, come se il tempo avesse dimenticato di scorrere per lui.
Guerra e pace
Durante la guerra d’indipendenza croata, circa 20.000 persone persero la vita o finirono disperse. Al termine del conflitto, circa 1.800 non furono mai più ritrovate.
Ispirato alla storia vera dello zio del regista, disperso durante la caduta di Vukovar nel 1991, Shallow Ground ricostruisce il trauma della guerra attraverso le tracce lasciate dall’assenza, trasformando le macerie del conflitto in catene emotive impossibili da dimenticare. I ricordi e le supposizioni di un dolore mai davvero elaborato sono la chiave di lettura attraverso cui Jozo Schmuch descrive le vite infrante di un figlio e una madre, archetipi rappresentativi di un’innocenza martirizzata.
Marija è consapevole dell’assurdità in cui è coinvolta, ma si rifiuta di porsi domande, di permettere alla ragione di privarla ancora una volta di Luka. La forza narrativa di questo incontro è la sua capacità di riflettere le contraddizioni di un’intera nazione. Così come i suoi protagonisti, in Shallow Ground anche la città di Vukovar sembra per l’appunto essersi fermata ai bombardamenti e al rimbombo degli spari nei sui vicoli. Gli spazi sono disabitati, le strade deserte e gli edifici anonimi. Persino la movida notturna possiede un’aura intima e sommessa. Per certi versi, Luka rappresenta lo spettro della sua città, ovvero un’entità alienata rispetto ad un presente che non le appartiene. Ma se da un lato il ritorno del ragazzo obbliga lui e Marija a riattraversare il dolore del passato, dall’altro apre finalmente uno spiraglio verso una pace possibile, raggiungibile solo attraverso la piena accettazione della perdita.
Oltre l’afflizione
Con Shallow Ground, Jozo Schmuch adotta uno stile di regia fortemente intimista, composto da molte mezza figure e primi piani. L’autore dimostra di possedere una piena padronanza del mezzo, illustrando con sobrietà un soggetto emotivamente denso e frastagliato. In particolar modo, Shallow Ground riesce con assoluta trasparenza a restituire lo sguardo di Marija, proiettando sullo spettatore tutto il peso della sua condizione irrisolta. Grande nota di merito va soprattutto ai due interpreti protagonisti, Radoslava Mrkšić e Luka Knez, entrambi responsabili di un’ottima performance pregna di malinconia, capace di non scadere mai nello stucchevole.