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Edizione con blu-ray e dvd per ‘Nouvelle Vague’ di Richard Linklater

Segnali dall’universo digitale. Rubrica a cura di Francesco Lomuscio

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Visto nelle sale cinematografiche italiane a Marzo 2026, approda in home video grazie a Plaion pictures e Lucky red Nouvelle Vague. Un’edizione dispensatrice sia in blu-ray che su dvd di quello che è un sentito omaggio alla magica epoca in cui nacque la corrente d’oltralpe del titolo. Corrente di artisti destinati a fare la storia della Settima arte a partire dalla fine degli anni Cinquanta, quando François Truffaut debuttò con I 400 colpi. Ma anche quando debuttò Jean-Luc Godard con Fino all’ultimo respiro, proveniente come i suoi colleghi dalle pagine dei prestigiosi Cahiers du cinéma.

Tutti critici passati dietro alla macchina da presa, dunque, ma dei quali Godard, a quanto pare, fu l’ultimo ad effettuare il fondamentale passo. Lui che, qui incarnato da Guillaume Marbeck, sembra abbia affermato “Il miglior modo di criticare un film è fare un film”.

Come pure sembra considerasse l’anti-cinema il cortometraggio. Ed è proprio la lavorazione del suo esordio ad essere rivisitata in questa oltre ora e quaranta di visione messa in piedi dal cineasta texano Richard Linklater. L’autore, tra l’altro, di School of rock, Boyhood e Hit man – Killer per caso, per intenderci. Autore che, supportato da una notevole cura per quanto riguarda scenografie, fotografia e costumi, immerge in maniera non poco efficace in quell’atmosfera rivoluzionaria. Forte anche di un bianco e nero fedelissimo a quello in cui venne girato Fino all’ultimo respiro e di prove attoriali decisamente convincenti.

Tra un Jean-Paul Belmondo di Aubry Dullin e una Zoey Deutch somigliante in maniera impressionante a Jean Seberg. Attrice statunitense che Nouvelle Vague ci ricorda non volesse interpretare l’opera godardiana, per la quale, invece, oggi viene principalmente ricordata. Ma tanti altri sono i nomi noti di allora che Linklater si diverte a riproporre in versioni incredibilmente fedeli nelle fisionomie. Da Claude Chabrol a Juliette Gréco, fino a Georges de Beauregard, Jacques Rivette, Eric Rhomer, François Moreuil e Roberto Rossellini. Più la fondamentale figura dell’operatore Raoul Cotard, in questo caso interpretato dal Matthieu Penchinat che debuttò proprio nell’ultima opera di Chabrol: Bellamy.

Il resto lo fa un dialogo serrato che coinvolge dall’apertura fino ai titoli di coda.

Dialogo che andrebbe ascoltato nella versione originale di Nouvelle Vague, girato in lingua francese per aumentare ancor di più nello spettatore la sensazione d’immedesimazione. Perché si prova veramente l’impressione di trovarsi nel periodo in cui il settimanale L’Express sfornò il termine per definire quella affascinante “nuova ondata”. Periodo in cui nessuno poteva immaginare sarebbero nati alcuni dei più importanti lavori su pellicola della storia. Come pure nessuno avrebbe mai potuto immaginare che, oltre sessant’anni dopo, sarebbero stati al centro di una delle migliori prove di un regista indipendente americano. In quanto, corredato di trailer in entrambi i supporti, Nouvelle Vague è senza alcun dubbio uno dei più riusciti elaborati linklateriani.

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