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‘Whalefall: Nella Balena’: il trailer del nuovo horror subacqueo

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L’immagine dell’uomo inghiottito da una creatura marina attraversa secoli di narrazioni, dal Giona biblico al Pinocchio collodiano. Con Whalefall: Nella Balena, Brian Duffield riporta questo archetipo nel cinema contemporaneo, trasformandolo in un survival horror claustrofobico ambientato nel ventre di un capodoglio. Il film, prodotto da 20th Century Studios, è in arrivo nell’ottobre 2026

Whalefall: Nella Balena – La trama e il cast

Dopo la morte del padre, Jay Gardiner si immerge al largo della costa centrale della California per recuperarne i resti. Durante l’immersione viene inghiottito da un capodoglio e si ritrova intrappolato nel suo ventre, con soltanto un’ora di ossigeno a disposizione. Per sopravvivere, Jay dovrà fare appello alle lezioni – dure e spesso dolorose – impartite dal padre, trasformando un trauma familiare in una corsa disperata contro il tempo.

Austin Abrams interpreta Jay Gardiner, il giovane subacqueo protagonista, mentre Josh Brolin veste i panni del padre Mitt. Accanto a loro compaiono Elisabeth Shue, John Ortiz, Jane Levy ed Emily Rudd.

L’opera nasce dal romanzo di Daniel Kraus, coinvolto anche nella sceneggiatura insieme a Duffield. Nel libro, la lotta per la sopravvivenza si intreccia con il rapporto irrisolto tra il protagonista e il padre, ricostruito attraverso flashback che scandiscono il tempo reale dell’azione. Il film sembra mantenere questa struttura, pur concedendosi la libertà necessaria per non rimanere vincolato a un realismo biologico troppo rigido e limitante.

Whalefall: Nella Balena – Il trailer

Il trailer introduce un’atmosfera cupa, fatta di immagini frammentate e suoni ovattati che simulano la percezione alterata del protagonista. L’impressione è quella di un survival più ambizioso della media, distante dai consueti film di squali o dalle storie di sub intrappolati in grotte e strutture sommerse. Non sorprende che qualcuno abbia già evocato un paragone con Buried – Sepolto, ma traslato in un ambiente liquido, instabile e imprevedibile.

La domanda è inevitabile: è possibile sopravvivere dentro una balena? Gli esperti rispondono che l’inghiottimento è teoricamente possibile, ma la sopravvivenza quasi nulla. Le pressioni interne, i movimenti violenti dell’animale, l’assenza di aria respirabile e l’ambiente digestivo privo di ossigeno rendono l’ipotesi estremamente remota. Il film, consapevole di questi limiti, sceglie un approccio più simbolico che strettamente realistico, trasformando la balena in uno spazio mentale oltre che fisico.

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