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Italy Short Film Days Berlin: Intervista ad Adam Selo regista del corto ‘Anime Vive’

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Ilaria Ragni ha intervistato Adam Selo, regista del cortometraggio Anime Vive, presentato recentemente agli Italy Short Film Days Berlin.

Il cortometraggio è stato scritto, diretto e prodotto da Adam Selo insieme a Olga Torrico. La produzione è firmata da Sayonara Film e Associazione Elenfant e la distribuzione a cura di Sayonara Film. Nel cast compaiono Luciano Gigante, Marina Giglio, Adele Caliendo e Luigi Esposito.

Il film si sviluppa in una Napoli deserta, sospesa in un futuro vicino, attraversata da un giovane che si muove in clandestinità durante un periodo di emergenza. Un percorso fisico che diventa anche mentale, legato a una città che non smette di tornare.

Trama di ‘Anime Vive’

In una Napoli futuribile e vuota, segnata da nuove emergenze e da un senso costante di restrizione, un giovane attraversa la città di notte per portare a termine una missione personale.

Il suo viaggio clandestino apre uno spazio di tensione tra memoria recente e futuro instabile, dove la città diventa un corpo vivo e fragile allo stesso tempo.

A questo link la recensione del cortometraggio.

‘Anime Vive’: Napoli come ferita e legame affettivo

Nel racconto di Adam Selo, il legame con la città di Napoli è il primo livello del film. Non una cornice, ma un punto di partenza identitario.

“Bella città nella creazione del racconto è tutto. Parto proprio dalla città. Il fatto di essere napoletano e averla abbandonata molto presto poi mi ha lasciato un legame molto forte, ed è un legame da madre e figlio.”

Selo lavora su una distanza che non si chiude. Napoli diventa presenza che continua a generare tensione narrativa.

“È un po’ come il legame che c’è tra il personaggio con la propria madre, che probabilmente lo sta lasciando in qualche modo.”

Il film traduce questo rapporto in una struttura emotiva doppia, dove la città e la figura materna si sovrappongono fino a diventare lo stesso nodo narrativo.

Adam Selo e il cortometraggio italiano oggi

Selo arriva all’intervista con una lunga esperienza anche nella distribuzione internazionale dei corti. Il suo sguardo è quello di chi osserva il sistema da dentro, da anni.

“Mi occupo anche di distribuire corti da tanto tempo. Sono tanti anni che ci impegniamo nella diffusione a livello internazionale del corto.”

Negli ultimi vent’anni il formato ha cambiato posizione. Non è più invisibile, ma non ha ancora raggiunto una piena autonomia industriale. Pertanto, il cortometraggio viene descritto come un oggetto che resiste al tempo, che non perde forma nel passaggio degli anni.

“Negli ultimi anni è cambiata la sensibilità nei confronti del formato corto, sia per il pubblico generalista sia grazie alle acquisizioni televisive e al lavoro dei festival. […] Il corto ha questa capacità di rimanere un oggetto artistico che nel tempo non decade.”

Resta però un limite strutturale evidente: il mercato.

“È ancora complicato fare paragoni, soprattutto a livello commerciale, con il lungometraggio. […] L’obiettivo principale è fare in modo che anche a livello di mercato il corto possa avere una vita.”

 

Filmografia di Adam Selo

Il percorso di Adam Selo si sviluppa tra Italia, Messico e Francia, attraversando documentario, fiction e sperimentazione, con una forte componente produttiva oltre che autoriale.

Tra i lavori più significativi emerge Ramiro (2007) e il documentario Playing Maruata (2010), entrambi realizzati in Messico. In Italia firma Sayonara Nippon (2009) e il documentario Sexy Shopping (2014), tra i suoi lavori più premiati e circolati nei festival internazionali.

Nel 2016 realizza Centro Barca Okkupato, mockumentary commissionato dalla Regione Emilia-Romagna. Nel 2017 dirige 19’35’’, primo episodio della serie 13.11, girato a Tolosa.

Negli anni più recenti si muove tra produzione e regia con After the Bridge (2023), In una Goccia (2023, produzione) e soprattutto Anime Vive (2025), che segna il suo ritorno alla regia di finzione ambientata a Napoli.

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