CinemAmbiente

‘All You Can Waste’: l’abbuffata globale

Un cortometraggio d’animazione grottesco ci ricorda che nel grande banchetto dello spreco globale siamo tutti complici

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Il cortometraggio animato All You Can Waste di Monica Torasso e Andrea Deaglio è stato presentato all’interno della sezione Made in Italy del Festival CinemAmbiente

Attraverso un approccio che si distanzia dalla rappresentazione didascalica a cui spesso vengono relegate opere a tema ambientale, i due autori mettono in scena un viaggio satirico nell’iperconsumismo odierno. 

Già dal titolo si colgono le intenzioni mordaci, viene infatti esplicitato il rimando alla formula maggiormente collegata al consumismo dei nostri giorni, quella dell’All you can eat. La promessa dell’avere a disposizione l’illimitato viene qui totalmente rovesciata. All’interno del cortometraggio animato di Torasso e Deaglio questo diviene metafora di un sistema economico, ed esistenziale, iperconsumista. 

Quello che nella ristorazione è l’obiettivo, trangugiare fino allo sfinimento, assume nella società capitalista sinonimo di un estenuante sperpero. 

All You Can Waste sembra voler dimostrare proprio come oggi l’ideale di benessere sembra misurarsi tramite la velocità e spensieratezza con cui si è in grado di sostituire un bene più che attraverso la sua utilità o valore. 

All You Can Waste: la parabola del televisore nuovo

I due autori decidono ponderatamente di concentrarsi su una storia singolare, riconducibile poi a una traslazione universale per veicolare un messaggio di fondamentale rilevanza. La storia infatti segue i passi di un ragazzo che decide di comprare un nuovo televisore, immediatamente dopo aver rotto il suo. Questa rapidità nella sostituzione e nell’immersione al consumismo è il perfetto espediente narrativo per ricondurre lo spettatore a una questione collettiva. 

Il percorso del televisore rappresenta lo specchio di qualsiasi oggetto moderno, dall’acquisto impulsivo all’istantanea obsolescenza. 

Questa piccola storia permette di descrivere la dinamica globale dell’estrazione di risorse e dell’accumulo di rifiuti focalizzandosi sull’impatto che ogni piccolo gesto quotidiano può avere. 

L’estetica del grottesco

Lo stile dell’animazione è una peculiarità che si rivela efficace. Viene completamente rifiutato qualsiasi possibile rimando al realismo per appoggiarsi invece a una linea grafica espressionista e deliberatamente grottesca. 

L’intera storia è mossa da dinamiche frenetiche, nervose, che riflettono la rapidità e la foga della società consumistica contemporanea. Anche i tratti somatici delle figure sembrano essere enfatizzati e quasi deformati da questa avidità di possesso. 

La complicità del sistema

All You Can Waste è un’opera capace di dimostrare come questa distopia ecologica sia priva di spettatori innocenti. La dinamica dell’usa e getta, come viene perfettamente mostrato qui, è ad oggi pratica talmente normalizzata da essere spesso percepita come unica realtà possibile.

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