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Marco Bellocchio aprirà Il Cinema in Piazza 2026 a Roma con eventi speciali e dibattiti pubblici

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L’amatissimo festival cinematografico all’aperto di Roma, Il Cinema in Piazza, inaugurerà la sua dodicesima edizione il 28 maggio con una proiezione speciale dedicata a Portobello, l’acclamata serie HBO Max di Marco Bellocchio su Enzo Tortora e uno dei più devastanti casi di ingiustizia nella storia italiana.

Organizzato dalla Fondazione Piccolo America, il festival si svolgerà dal 28 maggio al 12 luglio sotto l’Alto Patrocinio del Parlamento Europeo e con il supporto della Regione Lazio e di Roma Capitale. Prima della presentazione del programma estivo completo, gli organizzatori hanno svelato un’ambiziosa apertura incentrata sulla celebre serie di Bellocchio, presentata in anteprima alla Mostra del Cinema di Venezia e successivamente diventata una delle produzioni italiane più discusse dell’anno.

Le proiezioni e le conversazioni si terranno in Piazza San Cosimato, uno dei centri nevralgici della scena cinematografica estiva romana.

Bellocchio, Stefano Nazzi e M¥SS KETA insieme per la serata inaugurale

La serata inaugurale vedrà un’insolita e prestigiosa conversazione tra il leggendario regista Marco Bellocchio, il giornalista e podcaster Stefano Nazzi e l’artista italiana M¥SS KETA.

Nazzi, noto per il suo podcast investigativo di successo Indagini, ha già ricostruito il caso di Enzo Tortora in diverse puntate, rendendo la sua partecipazione particolarmente azzeccata. La presenza di M¥SS KETA – una delle figure più distintive ed enigmatiche della musica e della cultura pop italiana contemporanea – aggiunge una dimensione inaspettata al dibattito, collocando l’evento all’incrocio tra cinema, giornalismo, memoria televisiva e discorso culturale contemporaneo.

La serata includerà anche una lettura dell’attore Fabrizio Gifuni, protagonista della serie, dal titolo “17 giugno 1983: la vita si arresta – breve drammaturgia degli orrori quotidiani”, che rievocherà il giorno dell’arresto di Tortora e la violenza istituzionale che ne seguì.

Una serie che ha riaperto una delle ferite più profonde d’Italia

Portobello ripercorre la tragica caduta di Enzo Tortora, una delle figure più amate della storia della televisione italiana. All’apice della sua fama, con il suo programma Portobello che attirava oltre 28 milioni di telespettatori, Tortora divenne bersaglio delle accuse dell’informatore della Camorra Giovanni Pandico.

Il suo arresto, il 17 giugno 1983, segnò l’inizio di un incubo giudiziario che lo trasformò da icona nazionale in vittima di uno dei più gravi scandali giudiziari della storia italiana moderna.

La serie di Bellocchio ricostruisce sia lo spettacolo pubblico che la devastazione privata che circondano il caso, restituendo complessità e umanità a una figura a lungo oscurata dal fallimento istituzionale e dal sensazionalismo mediatico.

Dopo la presentazione all’82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e il debutto su HBO Max nel febbraio 2026, la serie si è rapidamente affermata come una delle produzioni italiane più significative dell’anno, vincendo in seguito il Nastro d’Argento come Miglior Serie dell’Anno.

Una seconda serata dedicata alle donne di Portobello

L’evento proseguirà il 29 maggio con la proiezione della seconda parte della serie, ovvero gli episodi dal quarto al sesto.

La serata sarà incentrata sulle donne al centro della vicenda di Portobello, con la partecipazione di Barbora Bobulova, Carlotta Gamba e Romana Maggiora Vergano, che interpretano rispettivamente Anna Tortora, Gaia Tortora e Francesca Scopelliti. La discussione sarà moderata dalla scrittrice Lisa Ginzburg.

L’evento, che si articola in due serate, rappresenta una rara celebrazione pubblica della televisione italiana di prestigio nello spazio democratico e comunitario di una piazza romana aperta al pubblico: gratuito, accessibile e profondamente legato alla memoria collettiva.

Il cinema come memoria pubblica

Più che un semplice evento televisivo, l’inaugurazione de Il Cinema in Piazza con Portobello si configura come emblematica del ruolo duraturo di Marco Bellocchio nella cultura italiana. Pochi registi hanno esplorato temi come il potere, la giustizia e la violenza istituzionale con tanta persistenza nel corso di decenni di cinema.

Portando Portobello nel cuore di Roma, non dietro le mura di un festival ma in una piazza pubblica, l’evento trasforma la serie in qualcosa di più ampio: un atto collettivo di commemorazione sui media, la verità e le devastanti conseguenze del fallimento giudiziario.

 

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