ASOLO ART FILM FESTIVAL

’10 Seconds’, quando il mondo crolla in un respiro

Un film che non dimentica. E non lascia dimenticare.

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Dieci secondi sono quelli che hanno cambiato per sempre la vita di Chih Hao Shen, alle 01:47 della notte del 21 settembre 1999. Quei dieci secondi hanno plasmato anche la geografia di Taiwan e la vita di migliaia di famiglie. Il terremoto di Jiji, magnitudo 7.6, è stato il più devastante che l’isola abbia conosciuto nel XX secolo. Da quella notte, da quei dieci secondi, l’artista taiwanese ha costruito un film, presentato all’Asolo Art Film Festival 2026.

10 Seconds è un documentario d’animazione che ricostruisce l’esperienza diretta del regista e dei suoi famigliari attraverso un linguaggio visivo radicalmente personale. Inchiostro monocromatico e texture ad olio, pennellate sembrano respirare e tremare prima ancora che la terra lo faccia. Il risultato è uno dei lavori più singolari e necessari che il circuito dei festival internazionali abbia accolto in questi anni.

10 Seconds: fumo come personaggio, il tempo come tema

L’inchiostro ha una fluidità propria, una densità che si comporta come il fumo: si espande, si addensa, occupa gli spazi vuoti lasciati dalla paura. In 10 Seconds, il fumo visivo dell’inchiostro che si diluisce sulla superficie diventa il correlativo oggettivo di tutto ciò che quella notte ha reso irrespirabile. Le case che crollano, il buio improvviso, il silenzio dopo il boato. Shen trasforma la materia pittorica in materia emotiva, e lo fa con una coerenza che pochi documentari animati riescono a mantenere dall’inizio alla fine.

Il tempo è l’altro protagonista assoluto. Il titolo è già una dichiarazione di poetica: dieci secondi che si dilatano all’infinito, che si spezzano in prima e dopo, che separano chi è corso via da chi ha pregato e da chi non si è più svegliato. Shen non racconta il terremoto, ma sceglie di esprimere il tempo del terremoto. E quella differenza risulta centrale nella costruzione del film.

Un surrealismo necessario

Lo stile di Chih Hao Shen appartiene a una tradizione visiva che non teme il paradosso: per raccontare qualcosa di realmente accaduto, occorre distorcere il reale. Il surrealismo della messa in scena di 10 Seconds rappresenta, più che una fuga dalla verità storica, il modo più onesto per avvicinarsi a un’esperienza che il linguaggio realistico non potrebbe contenere.

Le immagini si dissolvono, si sovrappongono, si contraddicono. I corpi sembrano fluttuare prima di toccare terra. Le strutture architettoniche si sgretolano con la lentezza dell’inchiostro che si diluisce nell’acqua. L’immaginazione infantile, come Shen stesso ha dichiarato, diventa l’unico rifugio possibile in una notte in cui tutto il resto ha ceduto.

Il bambino che immagina dentro la catastrofe è già un atto di resistenza. Il regista che lo anima, vent’anni dopo, è un atto di memoria.

Lettera universale dai detriti

Shen è un autore che lavora con l’intreccio tra generi e tematiche apparentemente distanti tra loro. Tra documentario e animazione, tra personale e universale, tra il silenzio della perdita e la necessità di parlare. La sua biografia artistica, costruita attraverso riconoscimenti in festival come il Rhode Island International Film Festival, Fantasporto, Visions du Réel e il Cannes Short Film Corner, racconta di un percorso coerente e meditato, lontano da qualsiasi urgenza commerciale.

10 Seconds porta dentro di sé una riflessione ambientalista e sociale che il regista non enuncia mai in modo didascalico. La fragilità della terra, la vulnerabilità delle comunità umane di fronte ai cataclismi naturali, il modo in cui le città si sgretolano e le famiglie si disperdono, sono temi che attraversano il film come correnti sotterranee. Taiwan è il punto di partenza geografico. Il cuore umano che risponde alla catastrofe con lo stesso dolore profondo è il punto di arrivo universale.

Ad Asolo, il tempo rallenta

La candidatura all’Asolo Art Film Festival 2026 è la cornice giusta per un’opera come questa. La 42ª edizione del festival, dedicata al tema Imago e al potere dell’immaginazione nell’era delle immagini veloci, trova in 10 Seconds un interlocutore ideale. In un mondo dominato da flussi visivi continui e consumati senza consapevolezza, questo cortometraggio chiede esattamente il contrario: rallentare, resistere, guardare davvero.

Dieci secondi. Una vita intera. Qualcuno che cerca qualcun altro tra le macerie. E la convinzione, costruita pennellata dopo pennellata, che anche quando la terra si spezza, si possa ancora trovare calore nell’altro.

10 Seconds di Chih Hao Shen è un film che non dimentica. E non lascia dimenticare.

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