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Il ritorno di ‘Django’: Franco Nero celebra il western che ha cambiato il cinema

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A sessant’anni dalla sua uscita, Django torna nelle sale italiane il 16 giugno 2026 in una versione restaurata in 4K – distribuito da CG Entertainment in collaborazione con Lumière & Co. e Cinemaundici – riportando sul grande schermo uno dei film più influenti della storia del western europeo. Durante il Festival di Cannes, il ritorno del capolavoro di Sergio Corbucci è stato accompagnato dalle parole del suo iconico protagonista, Franco Nero, che ha ricordato con entusiasmo la lavorazione del film e il suo impatto culturale internazionale. Restaurato dalla Fondazione Cineteca di Bologna insieme a Surf Film, il lungometraggio torna così a nei cinema italiani, per essere goduto dalla nuova generazione di cinefili.

Un film che ha fatto la Storia

Durante il suo soggiorno a Cannes, Franco Nero ha raccontato diversi aneddoti legati alla nascita del film, definendolo senza esitazioni:

“un film che ha fatto la Storia”.

L’attore ha ricordato come Django fosse riuscito a sorprendere persino Hollywood negli anni Sessanta. Durante un periodo trascorso a Los Angeles per il musical Camelot, Nero fece arrivare una copia del film negli studi Warner, attirando la curiosità di grandi star americane come Steve McQueen e Paul Newman. Nero ricorda:

“loro erano abituati a vedere John Wayne, gli indiani, mentre con Django vedevano un film completamente differente”.

Nero ha poi sottolineato le difficoltà economiche affrontate durante la produzione. Le riprese furono addirittura interrotte per mancanza di fondi, ma Corbucci e il fratello riuscirono successivamente a trovare una coproduzione con la Spagna, così da poter ripartire. Nonostante il budget ridotto, Django è riuscito a diventare un fenomeno mondiale. L’attore ha inoltre rivelato che l’Academy Museum of Motion Pictures ha richiesto il celebre costume del protagonista, che entrerà ufficialmente nella collezione del museo nel corso dell’anno.

Il western che ha ispirato Tarantino

Secondo Franco Nero, il segreto del successo di Django risiede nel suo forte messaggio sociale. L’attore ha spiegato che il film era “indirizzato ai lavoratori” e alla ribellione degli oppressi contro il potere. In quest’ottica, il personaggio di Django diventava una figura simbolica, capace di rappresentare il desiderio di riscatto di chi viveva situazioni di ingiustizia. Nero definisce infatti il film:

“un po’ politico”.

L’influenza dell’opera di Corbucci è evidente anche nel cinema contemporaneo. Quentin Tarantino ha infatti reso omaggio al film con Django Unchained, reinterpretandone temi e atmosfere. Nero ha raccontato che Tarantino gli spiegò di voler creare una sorta di remake per omaggiare sia lui che Corbucci. Se nel film originale gli oppressi erano i peones messicani, nella versione del regista americano diventano gli schiavi afroamericani. Un lavoro che per certi versi si allontana dal film originale, ma a detta di Franco Nero:

“lui l’ha fatto a suo modo, è uno geniale”.

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