Il 28 aprile 2026, il Palazzo Senatorio di Roma ha accolto la Conferenza Stampa della quinta edizione del Moscerine Film Festival. L’evento torna a Roma dal 4 al 10 maggio. Nel corso dell’intervista, Nina Baratta, direttrice artistica del Festival, ha raccontato quanto sia importante preservare lo sguardo bambino nel processo di realizzazione di un’opera. Tra direzioni, ambizioni e atmosfere fanciullesche, viene celebrata l’edizione dell’inclusività, elemento fondamentale per permettere a tutti di sentirsi parte del mondo.
Nel 2014, è stata fondata l’Associazione Le Moscerine. Quali sono le ambizioni e gli obiettivi che vi augurate di poter continuare a concretizzare nel futuro?
L’obiettivo primario del progetto consiste nel portare la bellezza nel mondo. Sono consapevole di quanto sia alto come obiettivo, ma le persone hanno bisogno di sorridere, di star bene. In un momento storico così complesso, l’arte, e in particolare il cinema, ci permettono di dare speranza alle nuove generazioni. Intendiamo trasmettere un messaggio preciso, relativo a quanto sia importante continuare a sognare e a credere nelle proprie potenzialità, consapevolezze necessarie al fine di realizzare le proprie idee.
In quanto direttrice artistica, quando visiona i prodotti di questi giovani e talentuosi registi, quali sono gli elementi che la colpiscono in particolar modo, quegli aspetti che le fanno dire: «Questo film può essere selezionato»?
Sicuramente uno degli elementi fondamentali è lo sguardo dei bambini. Il loro sguardo deve essere puro, originale, non contaminato dagli adulti. Noi non ce ne accorgiamo, ma tendiamo a metterci in cattedra e a contaminare tantissimo i progetti dei bambini. Pertanto, resto colpita quando individuo qualcosa di originale. Ci sono tante opere che mi stupiscono, che mi fanno pensare: “Questa è un’idea geniale, ma come ha fatto?”. Lo ha fatto proprio perché è un bambino. Noi, invece, abbiamo perso un pochino quella bellezza e, per questo, crediamo che sia fondamentale preservarla nei giovani.
Siamo a una nuova edizione del Moscerine Film Festival: se potesse descriverla con una parola o con una espressione, quale sarebbe?
La quinta edizione del Moscerine Film Festival si configura come un’edizione inclusiva, ponendo al centro il valore dell’accessibilità e della partecipazione. L’evento, infatti, promuove attivamente l’inclusività nel cinema attraverso il progetto CineInclusione, offrendo percorsi formativi gratuiti, proiezioni tradotte in LIS, uso della comunicazione aumentativa e attività per disabilità sensoriali. Il cinema è un linguaggio universale e tutti devono viverne la bellezza. Pertanto, credo che parola adatta e rappresentativa del Festival sia “inclusivo”.
Il cinema come arte relazionale