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‘Practical Magic 2’: il ritorno delle sorelle Owens è un atto dovuto

Il primo trailer di ‘Practical Magic 2’ conferma il ritorno di Sandra Bullock e Nicole Kidman tra magia e nostalgia.

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Il primo trailer di ‘Practical Magic 2’ ha ufficialmente fatto il suo ingresso sulla scena, confermando il ritorno di un franchise che molti credevano ormai archiviato nei meandri degli anni Novanta. Warner Bros. ha depositato agli atti le prime immagini del sequel, mettendo fine alle speculazioni su una delle reunion più attese del cinema contemporaneo. In questa nuova istruttoria narrativa, il pubblico si prepara a testimoniare la prosecuzione delle vicende magiche della famiglia Owens, un evento che promette di ridefinire i confini del genere fantasy-romantico per le nuove generazioni di spettatori.

Il patto delle sorelle Owens e i fatti dietro il sequel

Il cinema di oggi assomiglia sempre più a un ufficio oggetti smarriti dove si recuperano calzini perduti da decenni per tentare una riapertura di qualche tipo. Non siamo di fronte a una semplice operazione nostalgia, ma a un vero e proprio patto generazionale che vede Sandra Bullock e Nicole Kidman riprendere i ruoli di Sally e Gillian Owens.

Stando a quello che sappiamo, le due attrici non si limiteranno a comparire davanti alla macchina da presa, ma figureranno anche come produttrici esecutive. Fa molto sorridere vedere arrivare l’annuncio di questo sequel in pompa magna; proprio nel momento in cui un altro attesissimo, forse, sequel si presta a calcare il grande schermo; chiaramente si parla de: Il diavolo veste Prada 2. Che si possa quindi definire un apripista per tutta una nuova serie di sequel fuori tempo massimo che ci raggiungeranno da qui ai prossimi anni?

Rimanendo su questo film; sappiamo che la trama si concentrerà sulla nuova discendenza della famiglia, costringendo le protagoniste a fare i conti con un’eredità che, evidentemente, non è mai stata del tutto sigillata.

L’istruttoria tecnica: regia e garanzie documentali

Sembrerebbe che il ritorno sia stato pianificato con una precisione quasi notarile. La sceneggiatura è stata affidata ad Akiva Goldsman, già firmatario del capitolo del 1998, il che dovrebbe costituire una barriera contro eventuali incongruenze narrative. Tuttavia, il rischio resta quello di un “usato sicuro” che serva più a rimpinguare le casse della distribuzione che a offrire una reale evoluzione artistica.

Le immagini mostrate presentano un’estetica che rispetta rigorosamente i canoni del primo film, tra candele, incantesimi e quel tono sospeso tra il dramma familiare e il soprannaturale. Resta da capire se la capacità espositiva del film saprà andare oltre l’effetto “rimpatriata”. Il pubblico, testimone oculare di troppi sequel tardivi e deludenti, attende al varco questa pellicola per stabilire se si tratti di una reale necessità narrativa o di una semplice clausola contrattuale risolta a colpi di effetti speciali.

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