Lovers Film Festival

Premio Riflessi nel buio: il cinema che non soccombe

Premio Riflessi nel buio: quando il cinema si ribella al presente

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Nella giornata di venerdì si è svolta la consegna del premio Riflessi nel buio: fra amore, politica e guerra, un invito a non distogliere lo sguardo.

La pellicola vincitrice, Between Dreams and Hope, è uno dei titoli in concorso come miglior film per la categoria ALL THE LOVERS: in sala sabato 18 aprile alle ore 14:00.

Riflessi nel buio

«L’omosessualità è reato in 68 paesi al mondo: in 11 è punita con la pena di morte»

Questo è il messaggio proiettato sullo schermo che accoglie il pubblico alla sesta edizione del premio. L’evento, moderato dalla direttrice Vladimir Luxuria, lo scrittore Gianluigi Ricuperati e il professore Luca Poma, ha visto protagonista il film iraniano Between Dreams and Hope (2025) diretto dalla regista iraniana Farnoosh Samadi. A causa dei tumulti e delle repressioni imperanti nel suo Paese, Samadi non è potuta essere presente alla premiazione: un’assenza capace di sottolineare tristemente la complessità e l’amarezza che permeano l’attuale periodo storico.

La questione ungherese

Proprio l’attualità è stata il fulcro dell’incontro nel quale Luxuria non ha mancato di sottolineare il forte valore simbolico e politico di quanto accaduto negli scorsi giorni in Ungheria. Negli ultimi 16 anni, le politiche repressive di Orban hanno soffocato la comunità LGBTQIA+ imponendo strette ferree sulla libertà di espressione e parola. Seguendo un’impostazione propagandistica simile a quella adottata in Russia, il governo ungherese ha a lungo ostacolato il dibattito pubblico sui temi legati all’omosessualità, giustificando tale posizione con la pretestuosa — e ampiamente contestata — pericolosità di questi contenuti per lo sviluppo psicologico dei minori. Una posizione duramente criticata dalla direttrice:

«Molto spesso chi paventa il pericolo per i bambini non ha uno scheletro nell’armadio, ma un intero ossario.»

Ora però, messo in ginocchio da un’economia allo sfascio e da una corruzione dilagante, l’autocrate è stato superato ai seggi dal politico Petar Magyer, il quale sembra incline ad aprire un ciclo di impronta più progressista. Per Luxuria si tratta certamente di un passo in avanti, che però è ben lontano dall’essere abbastanza. Magyar, pur collocandosi su posizioni conservatrici, potrebbe rappresentare una figura capace di rimettere in discussione le priorità politiche dell’Ungheria spostando l’attenzione dalla stigmatizzazione dell’omosessualità al contrasto della corruzione, tema su cui ha preso posizioni più nette. Resta tuttavia da chiarire il suo orientamento rispetto ai diritti della comunità LGBTQIA+, sul quale non si è ancora espresso in modo esplicito.

Verso altri orizzonti

Tuttavia, per una realtà che faticosamente migliora, molte altre vivono momenti drammatici. Come hanno avuto modo di sottolineare Poma e Ricuperati, contesti come quello russo, iraniano, cinese, cubano e ugandese stanno attraversando un momento di inasprimento delle pene volto sempre più a criminalizzare le comunità arcobaleno, arrivando addirittura a promuovere incarcerazioni e pene capitali. In particolare, Luxuria ha messo l’accento sul caso senegalese, dove di recente il peso delle condanne è stato duplicato, arrivando a un ritmo di arresti pressoché quotidiano.

Cinema e resistenza

Tutti questi scenari delineano un mondo in cui, sebbene il cambiamento sia ancora possibile, il percorso verso un pieno riconoscimento di diritti e libertà continua ad apparire problematico e accidentato. In questo frangente, la lingua dell’arte diventa dunque fondamentale per dare voce alle minoranze, affrontando regimi ed estremismi. Una voce temuta per la sua libertà e forza sovversiva che ogni anno porta registi, sceneggiatori e attori a essere vittime di persecuzioni che possono in alcuni casi arrivare a includere detenzioni, torture e persino la morte. Ma per quanto poco luminosa possa essere la condizione di molti autori e artisti, film come Betweens Dreams and Hope ci ricordano che possono ancora esserci dei riflessi nel buio, ciò che conta davvero è riuscire a coglierli.

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