A Torino arriva un cult che ha segnato la storia del cinema. Stiamo parlando dell’intramontabile musical del 1975, diretto da Jim Sharman, The Rocky Horror Picture Show. O meglio, quasi. La 41ª edizione del Lovers Film Festival ha infatti accolto la proiezione dell’acclamato documentario del 2025 Strange Journey: The Story of Rocky Horror.
Il film realizzato da Linus O’Brien, figlio del leggendario Richard O’Brien, principale autore del musical originale e volto di Riff Raff, ha girato numerosi festival internazionali, con una prémiere al South by Southwest Film & TV Festival, prima di giungere agli occhi del pubblico italiano.
Strange Journey, ovvero l’incredibile storia di Rocky Horror
Strange Journey racconta la storia di un vero e proprio fenomeno di culto. Dalla genesi dello spettacolo teatrale The Rocky Horror Show, andato in scena per la prima volta nel 1973, fino all’inaspettato successo delle proiezioni di mezzanotte dell’adattamento cinematografico, il film di Linus O’Brien ripercorre i tasselli principali della creazione di un’opera che ha segnato, e che segna tuttora, fior fior di generazioni. Condito da numerose interviste alla troupe e al cast dello spettacolo e del film, e non solo, il documentario esplora il rapporto dell’opera con il suo pubblico di fedelissimi, discutendo anche dell’influenza che ha avuto su temi come l’identità di genere e la libertà sessuale.
Uno splendido regalo per seguaci e cultori
Strange Journey non vuole imporsi nel panorama del genere documentaristico con troppe pretese artistiche. Non stiamo parlando della psichedelica odissea audiovisiva di Moonage Daydream, dedicato a David Bowie, né della delicata esplorazione intimista di Senna, dedicato ad Ayrton Senna. Il documentario di Linus O’Brien si propone piuttosto come un semplice prodotto, ben confezionato, di carattere informativo, pensato principalmente per i numerosissimi fan di The Rocky Horror Picture Show.
Molte sono infatti le chicche presenti all’interno del documentario, partendo ovviamente dalla storia del neozelandese Richard O’Brien, geniale mente dietro all’amatissimo musical. Il film ripercorre infatti tutto il suo percorso, di vita e professionale, dagli esordi nei teatri inglesi alla genesi dei primi brani di The Rocky Horror Show. Ma vengono condivisi anche numerosi retroscena sulle scenografie e sui costumi, sulla nascita del ballo di Time Warp, sulla storia produttiva del film, sulle influenze avute dai B movies e dai film della Hammer. E ancora, molteplici commenti sui personaggi di Frank-N-Furter, Janet ed Eddie, oltre che sul suo interprete, il cantante Meat Loaf, o sul commovente brano I’m Going Home.
Svariati sono i contributi, e ognuno di essi è a modo suo speciale. Si parte ovviamente da Richard O’Brien, il padre di questo assurdo e sregolato mondo. Non poteva poi mancare Tim Curry, l’attore che ha vestito i panni di Frank-N-Furter, entrando a pieno diritto nella cultura pop. Presenti, ovviamente, anche Susan Sarandon (Janet), Barry Bostwick (Brad), Patricia Quinn (Magenta) e Nell Campbell (Columbia). Intervistato anche Jim Sharman, regista prima dello spettacolo teatrale e poi dell’adattamento cinematografico, insieme a produttori, membri della troupe, grandi fan e studiosi del fenomeno.
Lo studio di un fenomeno di culto
Importanti, all’interno di Strange Journey, sono anche le testimonianze di due vere e proprie guest star, ovvero Jack Black e Trixie Mattel. Il primo ha portato la sua prima esperienza di visione del film, avvenuta in una delle celeberrime proiezioni di mezzanotte che lo hanno reso un vero e proprio fenomeno culturale. Jack Black capì di non trovarsi davanti a una pellicola qualunque quando vide gente in costume cantare, ballare, recitare le frasi più celebri e utilizzare props per ricreare le atmosfere presenti sul grande schermo. Proiezioni particolari che vengono tuttora effettuate in tutto il mondo e che raccolgono ogni volta un clamoroso successo di pubblico.
Ma come mai gli spettatori sono impazziti così tanto per questa bizzarra opera? Una risposta ce la dà Trixie Mattel, drag queen celebre per aver partecipato a RuPaul’s Drag Race. Racconta, infatti, di come il film l’abbia aiutata a scoprire davvero se stessa. L’impatto di The Rocky Horror Picture Show sulla cultura drag e LGBTQIA+ è a tutti gli effetti innegabile. Membri della comunità, e non solo, potevano, e possono tuttora, sentirsi al sicuro e lontani da giudizi e pregiudizi altrui.
Alla fine, Strange Journey ci ricorda proprio questo, ovvero come quest’opera, per la sua natura così peculiare e anticonformista, non può che essere un grande inno alla libertà per tutti coloro che si sono sentiti sbagliati o emarginati. Un monito a vivere una vita senza limiti o paletti imposti dagli altri, perché non importa quanto strana essa possa apparire agli occhi degli altri. Non saremo mai davvero soli nella nostra stranezza.