Un documentario sul cambiamento climatico avrebbe potuto soffocare nell’inflazione di un argomento tanto importante e delicato quanto – giustamente – al centro di molta narrazione mediale dell’ultimo decennio.
Invece Nikolaus Geyrhalter usa un linguaggio specifico per un soggetto specifico, in modo da distinguere la sua opera tra le varie che cercano di far luce sulle più o meno tragiche conseguenze delle nostre azioni passate e presenti.
Melt, presentato al Bolzano Film Festival nel 2026, ci ricorda dell’impellente bisogno di cambiamento, ma lo fa nei suoi modi particolari.
Melt: uno sguardo sulla meraviglia
Attraverso inquadrature fisse, con soggetti e oggetti che entrano ed escono come da quinte teatrali, Geyrhalter ricorda che la natura resta. Rispetto alla grandezza di straordinarie distese di bianco, la piccolezza dei volenterosi soggetti che lavorano e di noi come spettatori salta all’occhio.
Il linguaggio di questo documentario ricorda quello del cinema delle origini, di una fissità imposta dalla tecnica che qui invece serve a riproporre il primo significato del cinema: dare accesso alla meraviglia del mondo. E la meraviglia torna nelle testimonianze dei soggetti interpellati. I lavoratori e le lavoratrici di questi microcosmi ghiacciati lasciano trasparire il rispetto verso se stessi, il proprio operato, e il mondo stesso.
Melt, sin dal titolo, dovrebbe dare l’allarme, e lo fa. Lo scioglimento dei ghiacciai, la natura sempre più breve e instabile delle nevicate è spesso al centro delle testimonianze. Tuttavia, per quanto sia impegnato nel sollecitare le nostre coscienze, Meltnon perde mai di vista la serenità che la natura può darci.
La calma di qualcosa di più grande di noi
Una calma che sembra echeggiare una nevicata leggera, nel biancore di distese su cui passeggiano pinguini o passano lentamente macchinari per spianare. Il film di Geyrhalter evita intrusioni di musica diegetica o voci over per lasciar parlare le immagini. Con un atto di fiducia nei confronti del cinema e del pubblico il regista austriaco lascia all’immagine il compito di ricordare, più che educare. Quasi volesse far vedere quanto di bello ci stiamo perdendo, piuttosto che trasmettere l’ansia di una vicina apocalisse.
Realizzato tra il 2021 e il 2025, Meltci porta in Giappone, dove viene costruito un corridoio di neve per migliaia di visitatori, ma anche in Canada. Ci mostra in diretta lo scioglimento dei ghiacciai islandesi in inverno. Ci fa ascoltare le testimonianze di persone comuni in Austria e sulle Alpi svizzere.
Trovando un punto d’incontro tra luoghi estremamente lontani, il film ci sprona a lottare per conservare qualcosa che non è mai stato nostro. Qualcosa che ci è stato donato.
Il debutto al Bolzano Film Festival
Meltè protagonista del Bolzano Film Festival, in due date: mercoledì 15 e sabato 18. Il film di Nikolaus Geyrhalter è in concorso, dopo aver girato molti altri festival. Tra questi, il Vienna International Film Festival 2025. Prodotto da Nikolaus Geyrhalter e Markus Glaser, Meltè stato supportato da Österreichisches Filminstitut e Filmfonds Wien.