Il documentario Carelia: Internacional Con Monumento nasce dall’intreccio di due storie. La prima, volta a scoprire quello che resta della mitologia ancestrale e pratiche magico-religiose a Carelia, una cittadina tra la Russia e la Finlandia. La seconda invece è basata sul lavoro dello storico e attivista Yuri Dmitriev, condannato al carcere qualche anno prima del periodo di produzione del documentario.
Con quest’opera Andrés Duque va a esaminare un territorio diviso, in parte attraverso una famiglia del luogo e in parte attraverso il lavoro di ricerca fatto da Dmitriev.
Carelia: Internacional Con Monumento: la spiritualità di una terra spezzata
Nonostante i careliani sostengano che di quel passato magico non rimanga nulla, il regista incontra una famiglia cristiana ortodossa legata a questo passato. La famiglia Pankrat’ev mantiene ancora vivi alcuni rituali che evocano i loro antenati sciamanici.
Andrés Duque va ad analizzare il particolare rapporto che questa famiglia ha con la spiritualità e con la natura. Osservando, il regista ha la possibilità di entrare in contatto con quello che definisce: “Un potenziale di guarigione, una metafora di cura, la terra trasformata in paradiso”.
Contemporaneamente a queste riprese, viene proposto attraverso immagini, interviste e documenti storici parte di quello che è stato il lavoro di Yuri Dmitriev. Per oltre vent’anni, ha lavorato per individuare alcune delle fosse comuni disseminate nel territorio della Carelia durante le campagne di repressione politica condotte nell’Unione Sovietica alla fine degli anni ’30.
I volti degli alberi
A Sandarmokh, i bambini giocano nella stessa foresta in cui foto appese a tronchi d’albero raccontano di crimini atroci e sofferenza, uomini di più di sessanta diverse nazionalità giacciono in quei boschi. L’albero diventa allora il centro di quest’opera. In casa della famiglia Pankrat’ev c’è un tronco che chiamano dio Pan, incarnazione della natura ma anche del panico, della paura, della consapevolezza di essa e del dolore.
In questo diario filmato, un documentario incredibile su Carelia, tra Russia e Finlandia, politica e spiritualità si incontrano: nel costante ronzio di una mosca, in immagini allucinate e in ragazze che riflettono sulla guerra.
Nell’esplorare questa misteriosa foresta insieme al regista si resta colpiti dalle emozioni e dalla magia intrinseca a ogni scena del lungometraggio. Non si può evitare il profondo turbamento che scaturisce da queste immagini in presa diretta. Così come non si può che restare affascinati dalla vita che conduce la famiglia protagonista, quasi a metà tra questo mondo e un altro.