Bolzano Film Festival

‘La battaglia delle spazzole’ contro ogni forma di confine

La separazione diventa inclusione

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È al Bolzano Film Festival il cortometraggio La battaglia delle spazzole, diretto da Lorenzo Fabbro, scritto con Ivan Gergolet, interpretato da Primoz Pirnat e Mojca Funkl. Una produzione di Staragara IT.

Una battaglia notturna che si trasforma in una danza per abbattere ogni confine.

La battaglia delle spazzole: il confine cancellato

Tra Italia e Slovenia, Mauro e Nadja guidano le loro spazzatrici notturne. Un incontro inaspettato scatena emozioni e supera confini invisibili.

Nel 1958, Totò e Fernandel sono i protagonisti di La legge è legge, film diretto dal francese Cristian – Jaque. Il principe della risata veste i panni di un ladruncolo, l’attore francese, noto in Italia soprattutto per Don Camillo, è un ligio doganiere, entrambi vivono in un piccolo paesino sul confine tra Italia e Francia e questa linea immaginaria che divide due comunità crea momenti di scontro, incontro e immancabile comicità.

Inizia la battaglia…

In La battaglia delle spazzole, invece, ci troviamo sul confine opposto, quello tra Italia e Slovenia, che attraversa una piazza di una città. Ogni notte qui due netturbini Mauro e Nadja escono dal deposito con le loro spazzatrici per pulire le strade della città, ma poi si arriva nel bel mezzo della piazza e lì tutto si ferma. I due si scontrano in una simbolica battaglia per difendere il famigerato confine.

Lorenzo Fabbro, premiato al SIC@SIC Venezia 2022, dirige con leggerezza e in chiave comica questa storia per raccontare che i confini esistono solo nella nostra testa. Strutture fittizie, spesso invisibili che, purtroppo, generano pericolosi conflitti. Quella di Mauro e Nadja è una battaglia a suon di clacson e sguardi scambiati minacciosamente. Ma poi tutto cambia per trasformarsi in una bellissima danza motorizzata che travalica ogni confine.

È notte, la città è deserta e i due protagonisti di La battaglia delle spazzole si apprestano a uscire per il loro turno. Indossano i panni del lavoro e salgono sulle spazzatrici. Nadja è nuova, una donna per questo lavoro è abbastanza insolita da vedere e le battute dei suoi colleghi uomini non tardano ad arrivare. Nel silenzio della notte le spazzatrici iniziano a pulire le strade… la battaglia inizia.

Il confine spazzato via

Una contesa sui generis: due spazzatrici che si minacciano, per conquistare il centro della piazza. Nadja e Mauro si sfidano con sguardi, i loro mezzi diventano le armi di questa singolare battaglia. Ma poi si riconoscono come esseri simili, l’estraneo diventa familiare e la tensione sparisce. Le spazzatrici non minacciano più la battaglia, iniziano a girare in tondo, proprio sul confine, come una fievole danza divertita, proprio come i due protagonisti che da minacciosi diventano sorridenti.

Con questa storia semplice, Lorenzo Fabbro ci mostra come ogni sorta di confine è sempre una costruzione fasulla. Un mero dato di geografia politica che riesce a influenzare il nostro concetto dell’altro, creando pregiudizi e falsi opinioni. Il confine, visibile o meno che sia, è un limite che entra nella nostra quotidianità, influenzando le nostre vite.

Nulla di più pericoloso e dannoso, come la Storia ci insegna, causa di conflitti e tragedie. Ne La battaglia delle spazzole questo confine viene annullato, vanificato senza sparare un colpo, con una risata schietta e genuina. In circa 20 minuti, un tempo abbastanza lungo per un cortometraggio, il regista e sceneggiatore riducano all’osso i dialoghi. Il tutto è lasciato alla forza delle immagini che rimuovono ogni sorta di confine politico e di genere. Lo scontro diventa incontro, la battaglia è ora danza, l’esclusione è inclusione… il confine spazzato via dalle spazzatrici.

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